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Last updateLun, 27 Feb 2017 8pm

Continua la maratona del Festival del Cinema Latino Americano

Continua la maratona del Festival del Cinema Latino Americano

Trieste - La sesta giornata del Festival vede incontri e proiezioni. Alle ore 09.30 presso l'Aula Magna della Scuola Interpreti, in via Fabio Filzi 14 a Trieste, gli ospiti e giurati del Festival FARIDE ZERAN CHELECH cattedratica di Etica e Trattati giornalistici e fondatrice dell'Instituto Interdisciplinario de la Comunicación e Imagen de la Universidad de Chile e il compositore argentino OSVALDO MONTES  incontrano gli studenti e il pubblico. L’incontro sarà l’occasione per ripercorrere la loro vita professionale e anche confrontare i sistemi universitari dei due paesi.

Intanto dalle 11 riprenderanno le proiezioni dei film in concorso della Sezione Ufficiale e Contemporanea all’Auditorium del Civico Museo Revoltella di Trieste a cui si aggiungeranno nel pomeriggio altre in programma al Cinema dei Fabbri.

All’Auditorium apre la giornata alle ore 11 una proiezione della sezione Premio Mundo Latino: il film è Amancio Williams di Gerardo Panero, un documentario su una figura chiave dell’architettura moderna argentina quale fu Amancio Williams, riconosciuto e ammirato in tutto il mondo per la sua famosa opera "Casa Sobre El Arroyo". Il documentario narra la vita, l’opera e i progetti più emblematici dell’architetto, la sua relazione con Le Corbusier, le sue idee innovatrici e i motivi per i quali gran parte dei suoi progetti non si concretizzarono.

Dal pomeriggio alle ore 16 vengono ri-proiettati i film Corbiniano e La Sargento Matacho, già presentati nella giornata di mercoledì 21 ottobre.

Alle 19.45 è la volta della produzione argentino-paraguayana Contra Paraguay, di Federico Sosa su un catastrofico evento del XIX secolo ancora poco conosciuto per l’importanza che ebbe: la più grande guerra del Sud America, anche chiamata Guerra del Paraguay, con mezzo milione di morti e il quasi sterminio della popolazione guaraní.

Seguirà la proiezione Maximiliano, Sueños De Poder, di Franz L. Schmelze, che ricrea la vita di Massimilianod’Asburgo e le poco conosciute sfaccettaturedel carattere controverso, in

modo da farci avere una visione più umana dei diversi momenti della sua vita in Messico,

Francia e Austria.

Le proiezioni all’Auditorium del Museo Revoltella si chiudono alle 22.15 con Joselito di Bárbara Pestán Florás a cui seguirà un incontro con la regista.

In parallelo il Cinema dei Fabbri, grazie al successo ottenuto in sala dai film alla prima proiezione, proporrà nuovamente alle ore 17 Ayiti Toma, alle 19:00 Corbiniano e alle 21 O Outro Lado Do Paraiso, tutti in versione originale con sottotitoli italiani.

 

 

"Black Mass", storia e orrori dell'allenza tra Male e FBI con un grande Johnny Depp

Udine - Ci sono storie dove finzione e realtà diventano così simili da apparire irreali nell'insieme: un gangster che diventa il signore indiscusso della città, grazie all'aiuto delle forze dell'ordine, ad esempio. Quando poi la realtà si svela per l'orrore che è, i brividi assalgono anche il più temerario amante del noir.

Il quale, sicuramente, non può essersi lasciato sfuggire l'ultimo film di Scott Cooper, “Black Mass. L'ultimo gangster”, uscito qualche giorno fa nelle sale italiane: incentrato sulla vita del boss di Boston James “Whitey” Bulger, per l'occasione interpretato da uno stravolto Johnny Depp, è la storia dell'ascesa di questo criminale con la complicità del FBI. Tutto per stroncare la mafia italoamericana locale.

Correva l'anno 1975: in città Bulger è ancora un pesce piccolo, che subisce la potenza delle varie mafie che si spartiscono la zona. Quando però ritorna John Connolly (Joel Edgerton), cresciuto lì e ora agente dell'FBI, incaricato di spazzarle via, questo ha subito in mente un piano: stringere un alleanza con il boss, suo amico d'infanzia, così che lui potesse passargli informazioni sui nemici di entrambi e, nel frattempo, prendere il loro posto.

A prima vista, potrebbe apparire come il minore dei mali possibili: puntare su un criminale “di quartiere” per arrivare alla mafia non è male come piano, ma non tutto va come dovrebbe. Vuoi il passato del boss (9 anni passati ad Alcatraz, facendo la cavia per test sul LSD), la complicità eccessiva tra lui e l'agente che pian piano si forma e i drammi familiari del primo (gli muore prima il figlio e poi la madre), ecco che un criminale senza freni emerge.

Fatti e finale, come spesso accade in film che si dividono tra realtà e invenzione, lasciano molto alla fantasia romanzata degli sceneggiatori, ispiratisi peraltro al libro “Black Mass: The True Story of an Unholy Alliance Between the FBI and the Irish Mob” (2001) di Dick Lehr e Gerard O'Neill.

E ciò permette a un Johnny Depp vitreo di dar sfogo alla malvagità fatta persona, che non si fa scrupolo di uccidere una ragazzina solo per paura che abbia raccontato qualcosa di lui alla polizia. Tutto ciò sempre sotto la protezione dei Federali, che grazie a Connolly lo coprono per anni.

Quando però i vertici vogliono andare affondo, ecco che il torbido emerge sempre più veloce, ma ormai i cancelli sono spalancati: il “toro” “Whitey” è senza più freni, in un delirio di onnipotenza che investe tutti. Chi riesce a sottrarglisi, racconta tutto per uno sconto di pena: il film è narrato proprio da loro, in lunghi flashback davanti a un agente e un registratore audio.

Dopo gli applausi per Deep, il riconoscimento più grande va al regista, capace di dar vita a un noir-crime capace di far gelare il sangue per il terrore, nonostante impieghi meno violenza di tanti altri. Un merito che indica una forte psicologia dei personaggi, cosa che quello di Bulger condensa tutto su di sé: un vero tuono del mare del Male. Cose che non capitano tutti i giorni.

Per la V giornata al Festival Latino Americano in città la giornalista cilena Faride Zeran Chelech

Per la V giornata al Festival Latino Americano in città la giornalista  cilena Faride Zeran Chelech

Trieste - Quinta giornata di Festival del Cinema Latino Americano e continuano ad arrivare numerosi ospiti: nella Giuria della Sezione Contemporanea non possiamo non nominare la presenza a Trieste della giornalista cilena Faride Zeran Chelech, oggi alla cattedra di Etica e Trattati Giornalistici dell’Università del Cile, già fondatrice di prestigiose riviste del paese sudamericano e del Direttorio della Televisione Nazionale Cilena. Oltre a lei sono già presenti a Trieste registi e produttori protagonisti delle prossime serate del Festival, a cui nella giornata di mercoledì si aggiungerà anche Juan Ferrer, Direttore del Festival del Cinema Latino Americano di Catalogna, che sabato pomeriggio riceverà il Premio Gestor Cultural 2015 per essersi distinto nella promozione della cultura latino americana in Europa.

Le proiezioni intanto continuano sia all’Auditorium del Civico Museo Revoltella di Trieste con i film in concorso della Sezione Ufficiale e Contemporanea mentre al Cinema dei Fabbri si proietta Cooperando – Il Meglio di Florianopolis, 7 cortometraggi del celebre festival brasiliano di cui è presente a Trieste la coordinatrice Marilha Naccari, e alcuni dei film in concorso nella Sezione Ufficiale.

Apre la giornata alle ore 11 la sezione Contemporanea con il film in concorso SC Recortes De Prensa  di NIcolás MartÍnez Zemborain e Oriana Castro, un film documentario che ci porta a Parigi nel 1980 dove un gruppo di giornalisti e intellettuali esiliati politici dell’Argentina, tra cui Cortázar e Soriano, si propone di far un giornale chiamato “Sin Censura” per contrastare la campagna di disinformazione delle dittature militari sparse per l’America Latina negli anni ’70. Seguirà nel pomeriggio, alle ore 16 la Sezione Ufficiale in concorso con El Secreto De Lucia di Becky Garello dove si parla nuovamente di Argentina, questa volta all’interno di un lungometraggio di fiction che ha per protagonisti Juan e Mario, artisti di strada, e Lucía, cantante e ballerina, che appena incontrata entra prepotentemente nei loro cuori. I tre intraprenderanno un tour insieme tra segreti e bugie, un viaggio dove tutti i personaggi nascondono qualcosa.

Con Ayiti Toma di Joseph Hillel, alle ore 18,  andiamo invece ad Haiti con uno sguardo ampio su un paese apparentemente ben conosciuto. Sociologi, storici, ragazzi di strada e sacerdoti vudù: ognuno ha qualcosa da dire e tutti condividono lo stesso desiderio di mostrare la diversità e la ricchezza di un popolo spesso soggetto al rigido giudizio degli stranieri, tuttavia unito e la cui storia e cultura sono tanto magiche quanto oscure.

Rimaniamo nel genere documentario ma cambiamo paese e ci spostiamo in Brasile: Corbiniano alle ore 20 di Cezar Maia è un documentario sulla vita e sull’opera di uno dei più importanti artisti plastici brasiliani, riconosciuto per aver creato figure sinuosamente allungate in alluminio fuso. Corbiniano intercala dichiarazioni e situazioni relative al lavoro di un artista unico e primordiale per le arti, specialmente per il contesto brasiliano.

E rimaniamo infine in Brasile perché la serata all’Auditorium del Museo Revoltella si conclude con la proiezione di O Outro Lado Do Paraiso, alle ore 22 di André Ristum che ambient ail suo film nel Brasile degli anni ’60 in cui Nando, un ragazzo di 12 anni, narra le avventure del padre, un idealista approdato a Brasilia dall’entroterra Minas Gerais. In un’atmosfera di agitazione politica e di riforme promesse dal presidentre João Goulart, Nando comincia una nuova vita, incontra nuovi amici e una nuova passione. Nel ‘64 irrompe però il golpe militare.

 

Al Cinema dei Fabbri verranno quindi riproiettati i film della Sezione Ufficiale Tiempo Perdido, di Alexander Giraldo e Quinuera, di Ariel Soto e il film colombiano La Sargento Matacho, di William González Zafra, uno spaccato del 1948 in cui la violenza partigiana mette a ferro e fuoco la campagna colombiana e molti contadini liberi vengono uccisi, tra i quali anche il marito di Rosalba Velasco, madre di due bambini, che assisterà al massacro e soffrirà di un processo psichico di depersonalizzazione, diventando ella stessa strumento di vendetta. Inizio della programmazione ore 16.

 

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Direttore: Maurizio Pertegato
Capo redattore: Tiziana Melloni
Redazione di Trieste: Serenella Dorigo
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