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Last updateLun, 27 Feb 2017 8pm

“Trait d’union”: con le opere di Elisabetta Bacci e Mirko Rajnar al Museo Carà di Muggia

“Trait d’union”: con le opere di Elisabetta Bacci e Mirko Rajnar al Museo Carà di Muggia

Muggia  (Ts)  - Giovedì 7 luglio alle ore 19, s’inaugura al Museo d’Arte Moderna Ugo Carà di Muggia, la mostra “Trait d’union” con le opere di Elisabetta Bacci e Mirko Rajnar. L'esposizione è curata da Roberto Vidali e organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Muggia e dall’Associazione Juliet all’interno del programma PRACC che l’Amministrazione Comunale ha varato già nel 2007 assieme alle associazioni culturali Photo-Imago, Gruppo78 e Juliet con l’intento di promuovere e valorizzare le nuove forme artistiche contemporanee, in una prospettiva nazionale e internazionale. Il brindisi inaugurale della mostra, che si avvale dell'adesione alla Casa dell'Arte di Trieste, è offerto da Girardi Spumanti e Panificio Pasticceria Giudici, e prevede un intervento musicale di BTaste.

Motivi, situazioni, temi, all’apparenza diversi, si dispiegano in un unico progetto espositivo, quasi in una sorta di contrappunto, confronto e dialogo. E, sebbene la declinazione delle singole opere conduca a una apparente diversità, l’impeto conduttore, per ambedue questi artisti è il medesimo: l’impeto che li unisce è il ragionare sulla luce, attorno alla luce, con la luce. Un modo questo, per dire che il colore, è il vero e proprio assillo del loro pensiero e il loro profondo punto di comunione. Il colore in tutte le sue declinazioni cromatiche e nella disposizione alternata nel caso della Bacci e nell’intera possibilità del suo azzeramento nel caso di Rajnar.

Per Elisabetta Bacci, la stesura del colore si manifesta nella costruzione dello spazio disegnato, diviene architettura come definizione del dettaglio all’interno della macrostruttura e come definizione di luoghi simbolici definiti per sagome geometriche semplici e appiattite, mentre nel secondo il colore diviene sottrattivo, pastellato, sfumato. Curiosamente nel ciclo “Jutro” (qui presentato nella sua complessità di un ciclo tematico che inizia nel 2001 e si conclude nel 2016) diviene persino afferente a un’origine figurativa. Certo, si tratta di una figurazione, di un’immagine quasi scomparsa, messa a riposo sotto cumuli di pigmento. Più difficile percepire l’oggetto delle trame nella pittura della Bacci: un trapezio è il molo, un rettangolo d’oro è la “Tebah”. Quasi un assoluto in variazione cromatica e di misura.

Non che si possa parlare di lavori seriali per questi due autori, ma, in ogni caso, l’istanza conduce a questa tensione (o, per dirla in altro modo, potrebbe aprire anche a questa possibilità): la ripetizione come gioco di perfezione, la sequenza come schema compositivo.

Un dialogo non solo tra linguaggi  che presentano spunti in comune, ma anche tra autori di formazione diversa (Bacci si è formata all’Accademia di Belle Arti di Genova, Rajnar in quella di Lubiana), e anche tra culture e modi di sentire il mondo davvero diversi: più solare e spirituale la prima, più cupo e materialistico il secondo.

La mostra, promossa dall’Associazione Juliet, con l’adesione della Casa dell’Arte, sarà visitabile sino a domenica 31 luglio. Orari: da martedì a venerdì 18 – 20, sabato 10 – 12 e 18 – 20  festivi 10- 12. Ingresso libero

Per informazioni: Comune di Muggia – Assessorato alla Cultura – tel. 040 3360340

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.www.benvenutiamuggia.eu

 

I tesori dell’antica Persia in mostra ad Aquileia con reperti inediti per l’Europa

I tesori dell’antica Persia in mostra ad Aquileia con reperti inediti per l’Europa

Roma  - “Una mostra di rilevanza mondiale che dimostra come Aquileia, culla di incontro delle genti e delle culture più di duemila anni fa, torna a essere oggi più centrale che mai e che suggella più intensamente i rapporti che ci legano all'Iran".

Così la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani ha descritto la portata della mostra Leoni e Tori dall'Antica Persia ad Aquileia che viene inaugurata venerdì 25 al Museo Archeologico aquileiese e che presenta reperti esclusivamente provenienti dai musei iraniani, in parte inediti per l'Europa, e vestigia dello splendore della civiltà persiana ai tempi delle dinastie achemenida e sasanida.

L'esposizione è stata presentata mercoledì 22 giugno alla stampa nella sede del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT).

Con la presidente Serracchiani hanno illustrato le caratteristiche e il rilievo dell'evento il ministro Dario Franceschini, l'ambasciatore della Repubblica Islamica dell'Iran in Italia Jahanbakhsh Mozaffari, il direttore del Museo Nazionale dell'Iran Jebrael Nokandeh e il presidente della Fondazione Aquileia Antonio Zanardi Landi, presente il sindaco di Aquileia Gabriele Spanghero.

L'esposizione, realizzata in soli cinque mesi, "ha l'ambizione - ha osservato Serracchiani - di diventare il secondo tassello del progetto Archeologia ferita, nato con la mostra zero sui reperti del Museo Tunisino del Bardo, che nel periodo invernale aveva portato ad Aquileia, in soli due mesi e 20 giorni, oltre 16.000 persone".

La mostra aquileiese sull'Antica Persia, che attinge a 25 reperti provenienti dal Museo Archeologico di Teheran e da quello di Persopoli, fa seguito alla visita istituzionale della Regione Friuli Venezia Giulia in Iran nello scorso mese di gennaio che ha segnato, ha osservato Serracchiani, "un rafforzamento e un intensificarsi delle relazioni" con la Repubblica Islamica.

Secondo l'ambasciatore Mozaffari, proprio "le relazioni culturali costituiscono le fondamenta del rapporto tra Italia e Iran" e in quest'ottica "i musei sono ponti", così il direttore Nokandeh. In quest'ottica il ministro Franceschini ha evidenziato l'importanza di attivare una "diplomazia culturale", perché "la cultura unisce e spinge al dialogo e all'accoglienza e Aquileia sta via via costruendo una vocazione su questo tema".

L'obiettivo indicato da Zanardi Landi di "moltiplicare il numero dei visitatori al Museo Archeologico di Aquileia" fa dunque il paio con "lo scopo di favorire la comprensione con chi rappresenta un'antichissima civilizzazione come l'Iran e di costituire ragioni d'incontro".

I visitatori dell'esposizione in programma dal 25 giugno al 30 settembre ad Aquileia potranno scoprire oggetti di enorme valore, alcuni tratti da decorazioni architettoniche, che riportano in vari materiali le forme di leoni e di tori, rispettivamente simboli del sole, del giorno e della luce e della natura, della notte e del buio.

"Dalle dinastie degli achemenidi e dei sasanidi, nella scelta degli oggetti - ha spiegato il direttore del Museo Nazionale iraniano - si è cercato di optare per quelli che raccontano la storia e i rapporti estensivi tra la Persia e l'Antica Roma, quando i due imperi erano quasi vicini".

Due mondi che alla fine, pur in epoche diverse, cedettero alle invasioni - Persepoli ad Alessandro Magno, Aquileia ad Attila - ma il cui patrimonio di cultura e di civiltà non fu cancellato e che oggi si incontra di nuovo, nel progetto di valorizzare l'archeologia, "ferita - ha detto Serracchiani - di volta in volta dagli eventi, dalla storia, dal terrorismo o dall'ignoranza come incapacità di conoscere quale patrimonio culturale si ha".

FotoNotte#4: maratona notturna dedicata alla fotografia italiana

FotoNotte#4: maratona notturna dedicata alla fotografia italiana

Trieste - Dopo il successo di VideoNotte #3 videoperformance, la Casa dell’Arte mette nuovamente in rete i propri spazi per far partecipare la città a FotoNotte #4 pratiche ecologiche del fare città, quarta maratona notturna dedicata alla fotografia italiana e internazionale che si snoda in11 spazi espositivi dedicati al contemporaneo disseminati nel centro storico di Trieste.

L’iniziativa,si sviluppa nelle sedi storiche delle 11 associazioni aderenti che coprono tutta la città epresenta 13 reportage che trattano il tema del verde in città a 30 anni dalla catastrofe nucleare di Chernobyl, analizzando le nuove tendenze e le attuali pratiche ecologiche del fare città e del rifunzionalizzare contesti urbani dimenticati o sottovalutati, partendo dalla documentazione storica delle utopiche macchine ecologiche pensate negli anni '80 da artisti e creativi provenienti dal laboratorio permanente dell'ex-OPP di Trieste, proprio a seguito del disastro ecologico in Ucraina. Iniziativa che si avvale delsostegno dell'Agricola Monte San Pantaleone e de La Collina coop. soc.

Iniziando liberamente da una a caso delle sedi, e colleziona almeno 10 coupon che ti verranno consegnati, ogni spazio espositivo riserverà infatti 1 gadget social della Casa dell’Arte ai primi 10 visitatori che lì avranno completato il tour di almeno 10 mostre!

FotoNotte #4è una rassegna di fotografia, ma anche una passeggiata notturna che inaugurerà contemporaneamente nelle11 sedi con un brindisi offerto da Cittavecchia birra artigiana di Trieste per abbinare alla mostra fotografica anche una degustazione di birre d’eccellenza del nostro territorio.

 

Programma nel dettaglio dalle 20 alle 24:

DoubleRoom, via Canova 9

Walter Macovaz, Diego Porporati, Antonio Villas + Massimo Gardone, Tiziano Neppi, Paola Pisani, EcoMacchine, 1986-2016, Italia

Paola Vattovani, CountDown, 2016, Italia, a cura di Gruppo78

JulietRoom, via Battisti 19/a, Muggia (residence Le Dimore)

Nicoletta Costa, Quei magnifici verdi anni Settanta, 1970-1978, Italia, a cura di Juliet

MetroKubo, via dei Capitelli 6563b

Roberto Peccianti, Fresh Trash, 2015-16, Italia, a cura di DayDreaming Project

Studio Bloccari, via del Monte 21

Emanuela Alunni Barbarossa, Graziella Bloccari, Sara Carciotti, Anita Cendon, Mirjana Dragovich, Lucia Krasovec Lucas, Pina Magaddino, Anna Monaco, Nicoletta Zennaro, Cercasi verde disperatamente, 2016, Austria, Francia, Italia, Slovenia, a cura di AIDIA

Studio Tommaseo, via del Monte 2/1

Fabrizio Giraldi, Nuclear Wonderland, 2011, Italia, a cura di L'Officina, Studio Tommaseo e Trieste Contemporanea

ZimmerFrei, via di Torre Bianca 10, III piano

ProstoRož, Nuove esperienze negli spazi urbani, 2004-14, Slovenia, a cura di Cizerouno

+ foto diffusa

Atelier Home Gallery, Palazzo Panfili, via della Geppa 2, III piano

Mosstika (Edina Tokodi), Green Graffiti, 2009-16, Ungheria, USA

Casa Internazionale delle Donne, via Pisoni 3

Elisa Biagi + Giada Passalacqua, Innesti, 2016, Italia

EContemporary, via Crispi 28

Davide Maria Palusa, PM10, 2016, Italia

LeoLab, via dei Leo 6/a

Valentina Brunello, Cartoline di viaggio, 2014-13, Italia

LiberArti, piazza Barbacan 1/a

Tiziano Neppi, Memory, 1986-2016, Italia + María Sánchez Puyade, Desire, 2016, Argentina

#fotonottetrieste e #casadellartetrieste: partecipa anche tu!

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utilizza #fotonottetrieste e #casadellartetrieste hashtag ufficiali della FotoNotte della Casa dell'Arte di Trieste!

Progetto di Casa dell’Arte con il patrocinio di PromoTurismoFVG con il sostegno di Agricola Monte San Pantaleone, La Collina coop. soc.con la partecipazione di Atelier Home Gallery, Casa Internazionale delle Donne, EContemporary, LeoLab, LiberArti.  Brindisi offerto da Cittavecchia birra artigiana Trieste.

Coordinamento generale Massimo Premuda. Immagine coordinata Massimiliano Schiozzi. Gadget social Mimexity, Iknoki, Perpetual Lab. Media partner COLLAAB, DiscoverTrieste, Fluido.tv, GoodmorningTrieste, Impatto Visivo, Radio Fragola, RadioInCorso, TriesteSocial, WorkEvent

AIDIA + Cizerouno + DayDreaming Project+ Gruppo78+ Juliet + L’Officina + Mimexity + Photo Imago + Scuola del Vedere+ Studio Tommaseo + Trieste Contemporanea c/o Studio Tommaseo - via del Monte 2/1 - 34122 Trieste

040639187 - 3491642362 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.casadellarte.it - www.facebook.com/casadellartetrieste

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Direttore: Maurizio Pertegato
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