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Last updateLun, 27 Feb 2017 8pm

UniStem Day - Il lungo ed affascinante viaggio della ricerca sulle cellule staminali

Cellule staminali nervose ottenute in laboratorio (Fonte:UC Regents Davis)

Trieste - Il 13 Marzo 2015 si svolgerà la settima edizione dell’evento europeo UniStem Day: si tratta di una giornata di divulgazione scientifica dedicata alla ricerca sulle cellule staminali.

L’evento si rivolge principalmente ai giovani studenti delle Scuole Superiori e delle Università e vede il coinvolgimento di oltre 30 Atenei e Centri di Ricerca italiani e 11 Atenei Europei tra Regno Unito, Spagna e Svezia.
In regione saranno coinvolte le Università di Udine e Trieste e diverse scuole superiori.

L’evento consiste in una serie di lezioni, filmati, dibattiti, laboratori ed eventi ricreativi che hanno l’obiettivo di avvicinare gli studenti al metodo scientifico e trasmettere loro la passione per la scienza e la ricerca.

Il programma prevede un’ apertura dei lavori comune a tutti gli Atenei coinvolti, collegati tra loro in audio conferenza.

Nel seguito della giornata, ciascun Ateneo proporrà il suo specifico programma.
In Friuli Venezia Giulia gli interventi, organizzati in collaborazione tra gli Atenei di Trieste e Udine, avranno luogo a Trieste, nell’Aula Magna dell’edificio H3 nel Campus centrale dell’Università.

Si parlerà tra le altre cose di droghe e dipendenze (con Stefano Canali della SISSA), di cellule staminali nel cuore (Serena Zacchigna, ICGEB), di cellule staminali per capire e studiare le malattie (Daniela Cesselli, Università di Udine), di applicazioni alle neuroscienze (Maurizio Fava, Università di Trieste).

Quest’anno, per la prima volta, verrà trattato anche, come tema unificante di molti Atenei, il rapporto tra Scienza e Diritto.

Gli incontri saranno inframezzati da interventi musicali di Michele Montrone (Master in neuroscienze presso l'Università degli Studi di Trieste) & Friends.

 

All’evento quindi parteciperanno non solo scienziati e ricercatori di fama internazionale, ma anche comunicatori della scienza, sociologi, clinici ed anche artisti.
E’ questo infatti uno degli aspetti innovativi dell’iniziativa:  “contaminarsi” con altri campi del sapere e della comunicazione (quali teatro, cinema, musica) per informare il pubblico in modo trasversale ed accattivante.

UniStem Day nasce nel 2009 su iniziativa di Elena Cattaneo, scienziata e senatrice a vita dal 2013, fortemente impegnata nel campo della divulgazione scientifica, sia a livello specialistico sia verso il pubblico in generale, con particolare riguardo alle scuole.

Lo scopo dell’iniziativa è quello di diffondere e valorizzare la conoscenza scientifica e la ricerca, in particolare su un tema così attuale come quello delle cellule staminali, rendendo così la scienza partecipata, facendo comprendere alle giovani menti cosa significa essere scienziati oggi e come la scienza può essere mezzo di conoscenza e di progresso.

Aids: una ricerca svolta dall'Icgeb di Trieste fornisce un importante contributo alla lotta al virus

Aids: una ricerca svolta dall'Icgeb di Trieste fornisce un importante contributo alla lotta al virus

Trieste - Un contributo significativo alla lotta al virus dell'AIDS viene dal risultati di una ricerca condotta presso l'Icgeb (International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology) che ha sede a Trieste.

Lo studio, pubblicato il 2 marzo sulla prestigiosa rivista scientifica "Nature", ha permesso di scoprire dove si "nasconde" nelle cellule umane il virus Hiv, fino a diventare invisibile e ad essere così resistente a gran parte dei farmaci.

La ricerca riesce per la prima volta a dare una risposta, fotografando la struttura del nucleo dei linfociti e le zone d'ombra in cui l'Hiv riesce a rendersi invisibile.

L'indagine è stata compiuta all'Icgeb di Trieste da un gruppo di scienziati guidati dal professor Mauro Giacca, direttore dell'istituto. La scoperta potrebbe avere forti ricadute nello sviluppo di nuovi farmaci contro l'Aids.

Il problema dell'Aids è dovuto alla proprietà del virus di inserire il proprio Dna in quello delle cellule che infetta, diventando così parte del loro patrimonio genetico. Ma la ragione per cui il virus scelga soltanto alcuni dei 20 mila geni umani per integrarsi e, soprattutto, come riesca all'interno di questi geni a nascondersi ai farmaci era rimasto finora un enigma, risolto dal gruppo di ricerca dell'International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology.

La ricerca è stata condotta dai ricercatori dell'Icgeb in collaborazione con il Dipartimento di Medicina dell'Università di Trieste, l'Università di Modena e il Genethon di Parigi.

"Individuati i meccanismi di questa caratteristica del virus, è più facile pensare alla possibilità di sviluppare farmaci nuovi con un bersaglio diverso. Non è facile - ammette il prof. Giacca - ma è un balzo in avanti. Certo il fenomeno si conosceva dall'inizio dell'epidemia, ma nessuno era riuscito a spiegarlo".

Poi afferma: "è una vittoria italiana, conquistata tutta in Italia, certo anche da ricercatori stranieri, venuti a lavorare qui. È la chiara dimostrazione che si può fare eccellenza in Italia".

Giacca precisa ancora che "il virus si integra in particolari regioni vicino alla porta d'entrata della cellula. Entra attraverso i pori e poi non lo si trova più, si va a integrare nei cromosomi della cellula che va a infettare. E noi abbiamo scoperto dove si trova".

In pratica "è come quando entriamo in una sala cinematografica al buio: i posti più comodi sono quelli piu' lontani, ma quelli più facili da raggiungere sono vicini alla porta d'ingresso ed è li che ci sediamo. Là il virus si nasconde".

Dall'inizio degli anni '80, quando l'epidemia di Aids cominciò a dilagare, quasi 80 milioni di persone sono state infettate dal virus secondo le stime dell'Oms ma nemmeno una di queste è guarita definitivamente.

Si è svolto a Pordenone un seminario su Sharing Economy e Social Innovation nel quadro di Imprenderò 4.0

Si è svolto a Pordenone un seminario su Sharing Economy e Social Innovation nel quadro di Imprenderò

Pordenone - Sharing Economy e Social Innovation: sono questi i temi che sono stati trattati durante il seminario dal titolo: "Innovazione e creatività nell’era digitale: le nuove business opportunities della Sharing Economy", tenutosi giovedì 26 Febbraio al Centro Congressi del Polo Tecnologico di Pordenone.

L’economia digitale e la Sharing Economy stanno avendo un ruolo sempre maggiore nella ridefinizione di concetti quali cliente, provider, comunità, influenzando inevitabilmente i modelli di business tradizionali e creandone di nuovi. Proprio per questi motivi, durante la giornata la riflessione ricadrà sul modo migliore di cogliere le opportunità dei nuovi mercati e  modelli di business dell’era digitale.

A discuterne in aula Marta Manieri, esperta di Sharing Economy, per il Sole 24 Ore, Nova24, Repubblica della Donne, Geo, Diario, Sette del Corriere della Sera, Repubblica.it, CheFuturo!, autrice di Collaboriamo, edito da Hoepli e fondatrice di Collaboriamo.org, e curatrice di Sharitaly, il primo evento interamente dedicato alla Sharing Economy in Italia.

L'evento era organizzato da AREA Science Park, e ha visto ampliarsi i partner di rete del progetto Imprenderò 4.0 grazie alla preziosa collaborazione del Polo Tecnologico di Pordenone.

Per il direttore del progetto Imprenderò 4.0 Andrea Giacomelli "Questo appuntamento nasce con l'obiettivo di fornire alle persone le competenze e conoscenze necessarie per avviare una nuova iniziativa imprenditoriale presentando in maniera esaustiva le opportunità offerte dalla sharing economy per progettare nuovi servizi basati sulla condivisione e sul riuso di beni, prodotti, competenze, tempo, o modificare i servizi esistenti erogandoli in modalità sharing, per ridurre i costi e migliorare il servizio. Insieme alle principali organizzazioni del Fvg - ha concluso Giacomelli - stiamo costruendo e allargando un network che sia in grado di valorizzare le competenze e le professionalità delle singole persone per consentire lo sviluppo di un sistema imprenditoriale regionale virtuoso in grado di esaltare le specialità, le ricchezze e le opportunità del nostro territorio e di competere in un mercato sempre più globale".

I beneficiari delle attività promosse da Imprenderò 4.0 sono sia giovani di età inferiore ai 30 anni, residenti in Italia e iscritti a Garanzia Giovani sia persone in stato di disoccupazione, inoccupati, occupati, lavoratori in Cassa integrazione (anche in deroga) o mobilità di età compresa tra i 18 e 65 anni, domiciliati o residenti in Fvg. Tutte le attività sono gratuite.

Imprenderò 4.0 è un progetto promosso e finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia nell’ambito del Fondo Sociale Europeo – Un investimento per il tuo futuro - (Programma operativo 2007/2013 – Asse 2 Occupabilità PPO 2013, Programma Specifico n.8) e dal Programma esterno parallelo del POR FSER 2007/2013 (rientrante nel Piano di azione e coesione - PAC - Garanzia Giovani FVG).

Chi siamo

Direttore: Maurizio Pertegato
Capo redattore: Tiziana Melloni
Redazione di Trieste: Serenella Dorigo
Redazione di Udine: Fabiana Dallavalle

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