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Last updateLun, 27 Feb 2017 8pm

Economia

Indagine Friuladria sul settore agroalimentare in Veneto e FVG: si vedono segnali di ripresa

Indagine Friuladria sul settore agroalimentare in Veneto e FVG: si vedono segnali di ripresa

Padova - È stata presentata lunedì 21 novembre a Padova, presso la Sala Giunta di Confindustria Padova, l’indagine realizzata da Community Media Research e promossa da Crédit Agricole FriulAdria dal titolo “Monitor sull’industria agroalimentare del Veneto e Friuli Venezia Giulia”.

All’incontro sono intervenuti Daniele Marini, Direttore Scientifico di Community Media Research; Roberto Ghisellini, Direttore Generale della banca Crédit Agricole FriulAdria; Giovanni Taliana, presidente della sezione Alimentari Confindustria Padova; Pietro Biscontin, presidente del Consorzio delle D.O.C. – F.V.G.

Il Monitor sull’industria agroalimentare del Veneto e Friuli Venezia Giulia ha l’obiettivo di analizzare come il settore agroindustriale - le cui produzioni costituiscono uno degli assi portanti del Made in Italy -, nonostante la crisi, abbia continuato ad offrire performance positive.

L’indagine si è svolta nel mese di luglio 2016 e sono state intervistate 557 imprese appartenenti ai comparti della lavorazione delle carni e del pesce, frutta-ortaggi, bevande, oli-grassi, lattiero-caseario, granaglie, prodotti da forno, alimenti animali e altri prodotti alimentari, con sede in Veneto e Friuli Venezia Giulia.

“Da anni, come Crédit Agricole FriulAdria, abbiamo individuato nel settore agroalimentare di Veneto e Friuli Venezia Giulia un asset strategico per la crescita dell’economia locale - ha dichiarato il direttore generale della banca Roberto Ghisellini – Per questo abbiamo sviluppato un modello di servizio specialistico, quasi ‘sartoriale’, per gli operatori della filiera. I numeri ci stanno dando ragione: degli oltre 400 milioni di nuovi finanziamenti erogati alle imprese nell’ultimo anno, più della metà sono stati assorbiti dal comparto agroalimentare, con un aumento del 31% in Veneto e del 23% in Friuli Venezia Giulia”.

I dati dell’indagine evidenziano che nell’ultimo triennio il 70,1% delle imprese agroindustriali ha realizzato una forma di innovazione, di processo o di prodotto: se poco più della metà (51,9%) ha investito su entrambi i versanti, accelerando quindi verso un rinnovamento a tutto tondo, quasi un terzo delle aziende (29,9%) è rimasta al palo, non realizzando alcun tipo di intervento.

La ricerca ha fatto emergere che le imprese che hanno attuato interventi per migliorare l’organizzazione hanno ottenuto risultati migliori di quelle che non hanno innovato.

Complessivamente il settore agroindustriale, nonostante la crisi, ha continuato ad offrire performance positive, ancor di più di altri settori. Le sue produzioni costituiscono uno degli assi portanti del Made in Italy, ed esso rappresenta un asset strategico per lo sviluppo non solo economico, ma anche dei territori sia sul versante turistico che culturale, in virtù della trasversalità e versatilità delle sue produzioni.

Venendo al confronto tra le prestazioni delle imprese del Veneto e quelle del Friuli Venezia Giulia, lo studio ha evidenziato che la previsione delle imprese sul fatturato nei primi 6 mesi del 2016 prevede un’opinione positiva per il Veneto (+12,4), mentre migliora ma rimane leggermente negativo per le aziende del Friuli Venezia Giulia (-3,9).

Per il secondo semestre 2016, gli imprenditori interpellati complessivamente consegnano una previsione moderatamente positiva sulla chiusura dell’anno, nonostante un contesto ancora incerto. Il fatturato è previsto in crescita, più marcatamente in Veneto (+30,7) rispetto al Friuli Venezia Giulia (+11,6), mentre sui livelli occupazionali la previsione è più cauta, con un +7,6 e un -1,0 rispettivamente per le due regioni.

Liquidazione della Hypo Alpe Adria Bank, trattativa sui licenziamenti: 50 in Friuli Venezia Giulia

Liquidazione della Hypo Alpe Adria Bank, trattativa sui licenziamenti: 50 in Friuli Venezia Giulia

Roma - Sono 103 i dipendenti di Hypo Alpe Adria Bank interessati dal licenziamento collettivo. Il numero è stato rideterminato nel primo incontro svoltosi al ministero del Lavoro il 16 novembre alle 10.30 per la vertenza ed è leggermente inferiore rispetto ai 110 esuberi previsti inizialmente, di cui 50 in Friuli Venezia Giulia.

L'incontro si è chiuso senza che le parti abbiano raggiunto ancora un accordo.

"La delegazione della banca, pur dichiarando di essere disposta a ragionare su un possibile sostegno al reddito, si è rifiutata di realizzare la piena applicazione dei Fondi di settore (emergenziale e prepensionamenti)" ha spiegato alla stampa Guido Fasano, rappresentante del sindacato Fabi (Federazione autonoma bancari italiani).

Da parte sua la Regione Friuli Venezia Giulia “continuerà a partecipare attivamente al tavolo Hypo Bank al fine di favorire il raggiungimento del migliore accordo possibile per le lavoratrici e i lavoratori".

Così ha affermato a Roma l'assessore regionale al Lavoro  Loredana Panariti, presente al tavolo, al termine della riunione.

La proprietà, pur riducendo lievemente le eccedenze dichiarate da 110 a 103, ha mantenuto ferma la propria decisione relativamente al disimpegno dall'attività bancaria in Italia.

Grazie alla mediazione delle istituzioni presenti (ministero del Lavoro, Regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto e Lombardia) la trattativa prosegue tra le parti, facendo riferimento all'accordo nazionale di settore e agli accordi tra le parti del 2013 per quegli istituti che sono ancora attuali ed attuabili, definendo eventuali nuove concessioni funzionali all'accordo, pur a fronte di un di un atteggiamento datoriale al momento non ancora pienamente disponibile in tal senso.

"L'auspicio - ha aggiunto l'assessore Panariti - è che la forte sollecitazione proveniente dalle istituzioni contribuisca a fare venir meno il rifiuto della parte datoriale di mettere in campo tutti gli strumenti economici che la normativa e la contrattazione collettiva di settore permettono di utilizzare, al fine di attenuare le conseguenze negative delle eccedenze dichiarate. A fronte di un esubero che rimane particolarmente impattante per le sue dimensioni - ha concluso Panariti - il perdurare di un tale rifiuto non sarebbe in alcun modo accettabile".

Le parti si incontreranno nuovamente il 22 novembre a Tavagnacco e il 25 a Roma, al tavolo ministeriale, dove oggi erano presenti i sindacati di categoria di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil e Uilca, l'assessore regionale Loredana Panariti, funzionari di Veneto e Lombardia. Per la banca il direttore Maurizio Valfrè e il consigliere incaricato Haymo Unterhauser.
    
Ricordiamo che su Hypo Alpe Adria Bank non vi sono le condizioni tecniche né per accedere al Fondo Atlante né per un commissariamento dell'istituto da parte degli organi di vigilanza, perché la banca sta attuando una liquidazione volontaria.

Segnali di speranza per il settore terziario: la Bertolo Assicurazioni di Pordenone ha aperto una nuova sede

Segnali di speranza per il settore terziario: la Bertolo Assicurazioni apre una nuova sede

Pordenone - È stata inaugurata da qualche tempo la nuova sede della Bertolo Assicurazioni. Una location moderna nello spazio al piano terra di Corte del Bosco 7 a Pordenone, in prossimità del parco Galvani, dotata di ampio parcheggio.

Gli uffici, presenti in città da circa 40 anni, sono oggi gestiti da Fabio e Plinio Bertolo, imprenditori associati all’interno dell’Ascom-Confcommercio (gruppo Attività di Servizi).

“La nostra azienda - spiegano i due imprenditori – nasce da lontano con il nonno Plinio e poi nostro padre Isidoro che ha fondato la società Bertolo assicurazioni, oggi ai vertici in questo settore per aver saputo innovarsi grazie alle esperienze acquisite e al continuo rapporto di fiducia verso la clientela. Un traguardo importante che sarà di stimolo per futuri obiettvi”.

All’interno dell’azienda, dove viene garantito l’orario continuato, una staff di sei persone è impegnata nella consulenza e proposte di nuovi servizi offerti alla clientela.

Nella foto: l’inaugurazione.

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Capo redattore: Tiziana Melloni
Redazione di Trieste: Serenella Dorigo
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