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Last updateLun, 27 Feb 2017 8pm

Torna il maltempo durante il fine settimana. Lo scirocco provocherà ancora acqua alta nelle aree lagunari

Torna il maltempo durante il fine settimana. Lo scirocco provocherà ancora acqua alta

Trieste - Dopo la parentesi primaverile, torna il maltempo in Friuli Venezia Giulia, complice lo scirocco, un vento non frequente dalle nostre parti. La perturbazione in arrivo nella notte tra il 9 e il 10 novembre porterà pioggia in 5 regioni per cui è stata diramata l'allerta della Protezione Civile: Liguria, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Toscana e, tra domenica e lunedì, anche il Lazio.

A partire da sabato mattina il maltempo investirà prima la Liguria, poi la Lombardia, ed entro sera il maltempo si estenderà al resto del nord e della Toscana, con una particolare allerta sulla Liguria di Levante, l'alta Toscana e la fascia prealpina lombarda, trentina e poi veneta dalla sera e il Friuli dalla notte.

Sempre a causa dello scirocco, si ripeterà il fenomeno l'acqua alta a Venezia con punte di 120-130 cm di marea, e la neve cadrà solo oltre i 2000m. Il sabato notte sarà invece tempestoso sull'Adriatico con onde di oltre 2-3 metri.

Domenica ci sarà poi un ulteriore aggravamento, i venti di sciocco diventeranno anche più forti, molta pioggia cadrà in Friuli dove attendiamo fino a 150-200 mm di pioggia in 48 ore, forte maltempo sulla Toscana, Levante Ligure e temporali dalla Toscana si porteranno anche sul Lazio e infine sulla Campania la sera.

L'acqua alta a Venezia potrebbe essere eccezionale con oltre 140 cm, sempre domenica.

Il maltempo continuerà sulle regioni centrali, sulla Sardegna, sul Friuli Venezia Giulia per tutta la giornata di lunedì.

Le scorie nucleari hanno attraversato il Nord Italia e sono giunte senza incidenti a Trieste

Le scorie nucleari hanno attraversato il Nord Italia e sono giunte senza incidenti a Trieste

Trieste - È avvenuto durante la notte tra il 7 e l'8 novembre, senza incidenti, il passaggio delle dieci lamine di combustibile nucleare irraggiato, proveniente dal reattore di ricerca di Petten (Olanda) e stoccato nel deposito Avogadro di Saluggia (Vercelli).

Il convoglio era partito ieri sera dalla provincia di Vercelli, scortato da staffette della polizia stradale, ed ha percorso il tratto veneto dell'autostrada A4, senza alcun intoppo. Poi ha proseguito in direzione del Friuli Venezia Giulia, fino al Porto di Trieste, dove le scorie sono state imbarcate per lo smaltimento negli Stati Uniti.

Il contenitore delle barre è prodotto dalla societa' americana Nac International e convalidato in Italia da parte dell'Ispra.

"Transito e sosta lungo il percorso - aveva precisato la Prefettura di Trieste - non configurano alcuna situazione di pericolo per la popolazione, proprio in virtù delle elevate capacità di schermaggio e di tenuta del contenitore. L'insieme delle misure e delle precauzioni adottate rendono inoltre estremamente improbabili eventuali incidenti durante il percorso. Esposizioni radiologiche della popolazione sono ipotizzabili solo a seguito di un incidente molto grave e in un raggio limitato; per il complesso delle precauzioni previste, tale evento e' da ritenersi, comunque - concludeva il testo - estremamente improbabile".

Durante il passaggio del delicato convoglio non è stato necessario chiudere l'autostrada, ma sono state prese tutte le misure di sicurezza necessarie, compreso il presidio da parte delle forze dell'ordine di ponti e cavalcavia, anche per prevenire la possibilità di manifestazioni di protesta o atti dimostrativi, che però non sono avvenuti.

Mare Adriatico bene comune. Le Regioni e i Paesi adriatici si confrontano su sfruttamento ed ecosistema

Mare Adriatico bene comune. Le Regioni e i Paesi adriatici si confrontano su sfruttamento ed ecosist

Venezia - No al petrolio in mare, sì allo sviluppo ecosostenibile: le Regioni dell'Adriatico lo ribadiscono a Venezia, venerdì 9 novembre, in un convegno a Palazzo Ferro-Fini. La sede del Consiglio regionale del Veneto ospita nella mattinata una Conferenza internazionale delle regioni adriatiche e ioniche, per la salvaguardia delle coste del Mediterraneo dall'estrazione di idrocarburi in mare. Presente il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini.

L'iniziativa nasce dalla collaborazione tra i Consigli regionali della Puglia e del Veneto con la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle province autonome. Anche i governi di Slovenia, Croazia, Montenegro e Albania sono stati invitati ad un confronto con il ministro per l'ambiente Corrado Clini e i Consigli regionali di Molise, Abruzzo, Marche, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia.

"L'Adriatico è un bacino pressoché chiuso e rappresenta un ecosistema delicato - osserva il presidente del Consiglio pugliese Onofrio Introna - milioni di cittadini si affacciano sulle due sponde, migliaia di aziende vivono di pesca ed altre migliaia di turismo balneare".

"Il nostro mare è un bene comune", sottolinea il presidente del Consiglio veneto Clodovaldo Ruffato, che venerdì 9 aprirà i lavori. "La conferenza internazionale di Venezia - spiega - approfondirà le problematiche della salvaguardia dei territori costieri, con l'obiettivo di attivare forme di collaborazione e di condividere criteri cui fare riferimento per le attivita' di prospezione nel sottosuolo marino e per qualsiasi sfruttamento delle acque adriatiche e joniche".

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Direttore: Maurizio Pertegato
Capo redattore: Tiziana Melloni
Redazione di Trieste: Serenella Dorigo
Redazione di Udine: Fabiana Dallavalle

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