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Gio07182024

Last updateLun, 27 Feb 2017 8pm

Prima serata per 1000 Occhi Festival del Cinema e non solo

Prima serata per 1000 Occhi Festival del Cinema e non solo

Trieste - Proiettore finalmente acceso per questa edizione del Festival “I Mille Occhi” che entra nel vivo  ieri sera, venerdì 14 settembre, con la proiezione della prima pellicola della rassegna nella sala del cinema Ariston “Come quando perché” (1969) di Antonio Pietrangeli, film terminato da Valerio Zurlini in seguito alla scomparsa dello stesso Pietrangeli durante le riprese. A seguire “Addio, Alexandra”, commedia di Enzo Battaglia del 1969.

Il film proiettato successivamente, introdotto dal direttore Germani insieme a Marc Scialom, è “Ulisse” (1954) di Mario Camerini. Il legame di questo lungometraggio con i percorsi del festival sta proprio nella figura di Scialom, che nel suo “Nuit sur la mer” - come ricordiamo, in programma in anteprima europea per la serata del 20 settembre - ha utilizzato alcune immagini tratte appunto dal lavoro di Camerini. Spiegate le ragioni di tale inserimento nel programma del festival, come definire questa scelta?  Semplicemente felice. Il film italiano più costoso e spettacolare degli anni del dopoguerra, quegli stessi anni in cui si andavano realizzando altri film del tutto differenti, gli anni del neorealismo, gli anni di quei film del percorso “Germania anno zero” che Olaf Möller ci sta presentando (chiude la serata “Muški Izlet” di Staudte). Un contrasto straordinario che mostra i mille volti – i mille occhi – dell'arte cinematografica.

Dopo il rinfresco inaugurale presso il bar Ariston pubblico e addetti ai lavori sono rientrati in una sala ormai gremita per l'apertura della personale completa di Valerio Zurlini. Per questa prima serata la scelta è caduta su “Le soldatesse”(1965), film che tutt'oggi risulta capace tanto di commuovere quanto di impressionare, con i campi lunghi sui paesaggi devastati e i primi piani sui volti intensi e gli occhi sbarrati delle protagoniste. E ad introdurre la proiezione è stata una di loro: graditissima ospite del festival, Milena Dravić ha esposto con grande dolcezza il suo ricordo del set, delle riprese, di Valerio Zurlini. “Un vero gentleman: a ognuna di noi fece un regalo, il mio – ha raccontato - era un braccialetto d'argento che ho custodito per anni come un portafortuna. Lo persi a Parigi, ma quattro anni fa a Belgrado, proprio vicino a dove avevamo girato il film, ne ho visto uno uguale in una vetrina e l'ho comprato subito”.

“Il caso ha voluto – ha continuato – che io in tanti anni non sia mai riuscita, pur avendovi preso parte, a vedere questo film. E dunque ora sono qui, e per la prima volta incontro questo film, e di nuovo incontro Zurlini e la mia giovinezza” ha concluso mostrando il braccialetto, in segno scaramantico e d'affetto. Anche questo è cinema.

Foto: Tratta dal film con Milena Dravić, (Ritratta).

 

Al via l’ XI edizione di Mille Occhi Festival del Cinema e delle Arti

Al via l’edizione XI di Mille Occhi Festival del Cinema e delle Arti

Trieste – Mancano poche ore all’inizio del Festival 1000 Occhi Festival del Cinema e delle Arti al Cinema Ariston di Trieste. Con inizio alle ore 20.30 sarà Milena Dravić a fare da madrina all'evento inaugurale dell'undicesima edizione della manifestazione che entrerà subito nel vivo con la proiezione di “Le soldatesse”, film che la vede protagonista accanto, tra le altre, ad Ana Karina e Lea Massari. Toccante riflessione visiva sulle responsabilità italiane in Grecia negli anni quaranta, ispirata ad un romanzo di Ugo Pirro è una delle più controverse pellicole di Valerio Zurlini, regista che I Mille Occhi omaggiano nel trentennale dalla scomparsa con la più completa personale mai realizzata.

Sarà una performance d'eccezione l'omaggio a Zurlini, che coprirà l'intera durata del festival e conterrà tutti i cortometraggi e i lungometraggi del regista, i film per la televisione e i due caroselli girati con Mina per la Barilla. “Ci teniamo che la personale non si chiuda a retrospettiva, ma scopra un cineasta fertile, i cui molti progetti non realizzati non sono maledizioni di un cinema impossibile (in quell'Hiroshima produttiva che Zurlini indicava nel cinema italiano) bensì sottolineature oltre l'immagine di quei picchi di cinema quali oggi ci appaiono i suoi film realizzati” dice il direttore del festival Sergio M. Germani. Il tutto in un intreccio di collegamenti rivelatori e di fuori campo che da sempre caratterizzano la natura del festival I mille occhiconfermandone l'appassionato lavoro di ricerca di contenuti e di linguaggi.

Se in realtà le proiezioni inizieranno già nel pomeriggio con la visione di “Ulisse”di Mario Camerini alla presenza del premio Anno Uno Marc Scialom, sarà il brindisi inaugurale a dare il via ufficiale a I Mille Occhi 2012. Appuntamento serale quindi alle ore 20.00 al bar Ariston e, a seguire, nella nuova location del festival il Cinema Ariston per la proiezione del primo splendido cortomeraggio "Racconto del quartiere". Chiuderà la serata Muski izletdi Wolfgang Staudte con la presentazione di un grande collaborare del festival, il critico cinematografico Olaf Moller.

Il festival I Mille occhi è ideato e realizzato dall'associazione Anno uno con la Cineteca del Friuli e il Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale. Realizzato con il contributo di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Provincia di Trieste, Comune di Trieste, Fondazione CRTrieste e Fondazione Benefica Alberto e Kathleen Casali.

Il programma dettagliato del festival e disponibile sul sitowww.imilleocchi.com

Gli approfondimenti del festival: www.milleocchisulfestival.tumblr.com

Presentazione del Festival Internazionale del Cinema e delle Arti “I Mille Occhi”

Presentazione del Festival Internazionale del Cinema e delle Arti “I Mille Occhi”

Trieste - Al via i lavori stamane del Festival “I Mille Occhi” con la conferenza stampa che segna l'apertura dell'evento, svoltasi alle 10.30 presso il bar Ariston. Il direttore del festival Sergio Mattiassich Germani ha esposto le linee del programma illustrando lo spirito e le intenzioni della manifestazione, anche quest'anno ricca di eventi.

Ciò a cui assisteremo – o meglio, per entrare nel vero spirito del festival, ciò a cui prenderemo parte – dal 14 al 20 settembre presso il cinema Ariston non è, come spiega il direttore Germani, una presentazione museale, chiusa nel passato, ma un'attualizzazione delle pellicole proposte, a tutti gli effetti “film per l'oggi” alla luce di una maggiore e nuova consapevolezza tanto storica quanto artistica.

Vari i percorsi in programma, a cominciare dal cinema di Valerio Zurlini, regista incredibilmente moderno e sceneggiatore brillante, che avremo modo di riscoprire  a trent'anni dalla scomparsa con la proiezione, fra le altre, dell'introvabile versione originale, concessa dalla Mostra del Cinema di Venezia, di “Cronaca familiare”.

Formula diversa quest'anno per il percorso “Germania anno zero”, giunto al terzo anno e curato dal regista Olaf Möller, anch'egli intervenuto alla conferenza: in questa edizione saranno presentati i lavori di cineasti tedeschi in Italia. “Per registi e produttori tedeschi l'Italia – fa notare lo stesso  Möller – negli anni Cinquanta e Sessanta era un punto focale per girare film e illustrare il dopoguerra”.

Il programma prevede anche l'omaggio a Breda Beban con la proiezione in anteprima di “My funeral song”, e a Giuseppe Fava, la cui uccisione nel 1984 per mano di Cosa Nostra l'ha messo in luce come figura di grande importanza civile. Da segnalare anche l'omaggio all'attrice triestina Lia Franca, radiosa meteora del cinema che ha recitato accanto a De Sica ne “Gli uomini, che mascalzoni...”, film anch'esso in programma.

Un'agenda fitta, mai monotona ma al contrario ricca di spunti. In tal senso viene chiarita la scelta di spostare la sede dal Miela all' Ariston, nella volontà dell'associazione Anno Uno  di potenziare il desiderio di aprirsi a nuovi pubblici.

In merito alle scelte operate Germani spiega come tali scelte appaiano forse non immediatamente ovvie ma in realtà accessibili anche al grande pubblico se si mira ad una strategia di comunicazione e di diffusione della cultura – così come di un percorso di crescita dello stesso festival.

Ciò che traspare durante la presentazione è il grande entusiasmo che non si affievolisce anche giunti all'undicesima edizione e che anzi sembra sempre rinnovato, fra uno sguardo al passato e uno al futuro. Forse perché, per chiudere con le parole di Olaf Möller, <<Non importa in che anno un film è stato realizzato: se un film funziona in una certa epoca, allora possiamo star certi che si tratta di un film contemporaneo>>

Chi siamo

Direttore: Maurizio Pertegato
Capo redattore: Tiziana Melloni
Redazione di Trieste: Serenella Dorigo
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