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Last updateLun, 27 Feb 2017 8pm

Smart cities e Horizon 2020: fondi europei per il monitoraggio dei rischi ambientali

Smart cities e Horizon 2020: fondi europei per il monitoraggio dei rischi ambientali

Monfalcone (Go) - Si chiama "Mobile Mapping System", e vede associati una rete di aziende regionali di alta tecnologia, le università di Udine e Trieste, la Protezione civile ed il Polo tecnologico di Pordenone per la rilevazione dei rischi naturali e geologici e la conseguente messa in atto delle pratiche di protezione. A fare da sfondo alla sperimentazione sarà proprio il Comune di Monfalcone, grazie all’accordo sottoscritto nei giorni scorsi con il Polo pordenonese dal sindaco Silvia Altran.

L’iniziativa, se sarà approvata, consentirà infatti di testare nel nostro territorio una nuova metodologia di rilevazione dei rischi naturali e di quelli geologici per la messa in atto delle pratiche di protezione. Il sistema è costituito da una parte hardware con una serie di piattaforme mobili, terrestri ed aeree e di sensori tra loro integrati, progettate per acquisire in modo rapido, efficiente e accurato i dati di carattere territoriale e ambientale, dall’altra una parte software per la previsione circa l’evoluzione dei fenomeni monitorati.

"Dall'attuazione del progetto – ha rilevato il sindaco Altran – Il comune trarrà importanti benefici con la possibilità di monitorare il territorio con un sistema a basso costo e flessibile nell’utilizzo e con l’incremento del grado di conoscenza del territorio, al fine di individuare ed attuare tutte le azioni, strutturali e non strutturali, volte alla miglior gestione ambientale".

Il progetto ricade nel programma comunitario Horizon 2020, gestito dal Ministero della ricerca che ha emanato un bando con una dotazione di circa 700 milioni di euro per finanziare idee per lo sviluppo di soluzioni innovative per problemi di scala urbana e metropolitana. Il concetto base dell’idea di smart city dell’Unione europea è infatti l’utilizzo della tecnologia per migliorare la vita dei cittadini partendo dai problemi più urgenti che hanno una ricaduta sul territorio.

Attirare turisti con i Social Network: il Friuli Venezia Giulia allarga la rete

Attirare turisti con i Social Network: il Friuli Venezia Giulia allarga la rete

Cervignano (Ud) - L'offerta turistica del Friuli Venezia Giulia è sempre più presente nei "social network" non solo in italiano ed inglese, ma anche in altre lingue. A partire dal mese di ottobre sono stati lanciati 23 nuovi profili "social" internazionali, che si aggiungono a quelli italiani di Facebook, Twitter e Youtube già esistenti e a Pinterest, molto diffuso negli USA.

Austria, Belgio, Francia, Germania, Paesi Bassi, Spagna e Russia sono i Paesi europei coinvolti all’interno del progetto di comunicazione social: per animare le rispettive pagine Facebook, Google+ e l’account Twitter, raccontando il Friuli Venezia Giulia ai potenziali turisti, sono stati coinvolti sei specialisti, uno per Paese escluso, il Belgio che viene seguito dagli specialisti di Francia e Paesi Bassi.

Il progetto, cofinanziato dall’Unione Europea con il Programma Operativo Regionale del Fondo europeo di sviluppo regionale 2007-2013, si inserisce in una strategia di comunicazione che vede il Friuli Venezia Giulia puntare fortemente sulla promozione dell’offerta turistica regionale su Internet ed in particolare sui Social Network.

Lo scorso giugno l’Agenzia TurismoFVG ha lanciato il Diario Digitale #ddfvg, un innovativo progetto di comunicazione che ha coinvolto 7 blogger provenienti da quattro continenti (Germania, Paesi Bassi, Irlanda, Stati Uniti, Cina, Sudafrica e Canada), che hanno avuto il compito di raccontare il Friuli Venezia Giulia in 7 video. Un modo non convenzionale di raccontare le ricchezze della regione che punta prima di tutto a veicolare emozioni, cresciuto in modo spontaneo attorno al blog Golivefvg.com.

Il Friuli Venezia Giulia si candida per tre aggregazioni tra poli scientifici e tecnologici

Il Friuli Venezia Giulia si candida per tre aggregazioni tra poli scientifici e tecnologici

Trieste - Con l'adesione a dodici articolati progetti di ricerca industriale, corredati da tre Piani di sviluppo il cui valore complessivo supera i 120 milioni di euro, le imprese e il sistema scientifico del Friuli Venezia Giulia, in sinergia tra loro e con soggetti pubblici e privati di altri territori, si sono candidati alla costituzione di tre aggregazioni tecnologiche nazionali.

Lo ha annunciato mercoledì 24 ottobre l'assessore del Friuli Venezia Giulia all'Istruzione, Università e Ricerca Roberto Molinaro.

"Obiettivo dichiarato del bando ministeriale, chiuso da pochi giorni - ha detto Molinaro - è l'aggregazione di imprese, atenei, centri di ricerca, distretti e poli tecnologici in aree strategiche per la competitività internazionale del Paese e dei territori coinvolti".
 
Rispetto alle nove aree indicate dal bando (Chimica verde, Agrifood, Tecnologie per gli ambienti di vita, Smart Communities, Mezzi e sistemi per la mobilità, Aerospazio, Scienze della vita, Energia, Fabbrica intelligente) il sistema regionale, precisa l'assessore, "si è candidato alla costituzione di tre cluster, collocati rispettivamente nelle aree Scienze della vita, Mezzi e sistemi per la mobilità, Tecnologie per gli ambienti di vita".

I tempi delle selezioni saranno comunque brevissimi. "Già a novembre - informa Molinaro - conosceremo quali proposte hanno superato la selezione e, di conseguenza, i progetti finanziati".

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Capo redattore: Tiziana Melloni
Redazione di Trieste: Serenella Dorigo
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