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Mer07282021

Last updateLun, 27 Feb 2017 8pm

Jurassic Park al Villaggio del Pescatore: il dinosauro Antonio rivive in realtà aumentata. Video

Jurassic Park al Villaggio del Pescatore: il dinosauro Antonio rivive in realtà aumentata. Video

Trieste - Da domenica 13 marzo il dinosauro Antonio cammina in realtà aumentata sugli strati di roccia del Villaggio del Pescatore che ne hanno conservato lo scheletro per 75 milioni di anni. Dopo mesi di lavoro si sono raggiunti i risultati tecnici che consentono alla ricostruzione virtuale del dinosauro di muoversi fluidamente tra blocchi di roccia e strutture sul sito paleontologico.

La realtà aumentata è il sistema che consente di aggiungere tramite un processore interno un contenuto virtuale a quanto inquadra nel reale la videocamera di un tablet. La realizzazione e l’efficacia di questa tecnologia necessita di una programmazione molto complessa per ottenere risultati realistici.

Nel campo dei dinosauri solo il lavoro svolto per la BBC lo scorso anno ha un livello paragonabile a quello che viene ora offerto ai visitatori del sito di Duino.

Tutto il lavoro è stato realizzato, e sostenuto senza alcun supporto delle istituzioni, dal laboratorio Zoic di Trieste, struttura di eccellenza internazionale tra le più specializzate ed evolute nel settore della preparazione dei reperti paleontologici a livello mondiale, la stesso che alla fine degli anni Novanta aveva eseguito il delicatissimo recupero di Antonio dalla roccia che ne conteneva l’intero scheletro, ad oggi il più grande e completo scheletro di adrosauro in Europa.



"Abbiamo proseguito e migliorato il lavoro di modellazione iniziato per la mostra alle scuderie del Castello di Miramare la scorsa primavera – spiega il curatore del progetto Flavio Bacchia - quel lavoro svolto in collaborazione con il Centro di Produzione Televisiva della Regione FVG». «Abbiamo letteralmente fatto muovere ad Antonio i primi passi, prima in modo solo virtuale, poi in realtà aumentata ma in scala ridotta (più semplice): ora finalmente si è raggiunta la grandezza naturale".

"Riponiamo massima fiducia nell’enorme potenzialità turistico-culturale del sito paleontologico del Villaggio del Pescatore: per questo abbiamo intrapreso un investimento così importante e proseguiremo su questa strada con nuove, ulteriori sperimentazioni per raggiungere risultati sempre più innovativi da offrire in anteprima al pubblico regionale".  

La visione del dinosauro Antonio in realtà aumentata si abbina ad un cambiamento radicale nella visibilità del sito paleontologico. "Dovevamo offrire un’occasione in più a chi è già venuto in visita al sito per ritornare – spiega ancora Bacchia".

Sono quindi state allargate le zone percorribili, riprodotti gli schemi degli altri reperti rinvenuti e, a breve, il tutto sarà proposto anche su un grande schermo. I visitatori potranno comodamente seguire la storia e le vicende del sito in video con il supporto della guida. Sarà una nuova percezione del giacimento, della sua storia passata, recente e lontana nel Cretaceo. Il tutto “condito” con la tecnologia di avanguardia della Realtà Aumentata.

L’accesso al sito paleontologico del Villaggio del Pescatore e la straordinaria visione tramite tablet di Antonio che cammina a grandezza naturale sarà proposta ai visitatori a partire da domenica 13 marzo per tutte le domeniche successive dalle 10.00 alle 17.00

Azienda di Pordenone crea il più potente radiotelescopio compatto al mondo. Via al crowdfunding

Azienda di Pordenone crea il più potente radiotelescopio compatto al mondo. Via al crowdfundin

Pordenone - La pordenonese PrimaLuceLab è la prima azienda al mondo in grado di progettare e realizzare il primo radiotelescopio equatoriale compatto e completo, creato per esplorare e tradurre in immagini i segnali radio che viaggiano attraverso lo spazio.

Nel 2013 ha lanciato sul mercato "Spider230", il primo radiotelescopio compatto che, utilizzando la stessa montatura equatoriale dei telescopi ottici, è in grado di registrare le radiomappe degli oggetti nell'Universo.

Oggi PrimaluceLab, che ha sede presso il Polo Tecnologico pordenonese in via Roveredo, si prefigge di creare il più potente radiotelescopio compatto per scoprire la radioastronomia, facile da usare per scopi scientifici, didattici ed anche amatoriali: Spider 500P, dove 500 sono i centimetri del diametro della parabola in carbonio e P sta per Professional. Come spiega la presentazione di PrimaLuceLab "La rampa di lancio potrebbe essere il tuo giardino, il garage, il laboratorio dell’Università"

L'azienda per finanziare il progetto ha scelto il crowdfunding, una raccolta di fondi collettiva sulla piattaforma USA Kickstarter, con sede a Brooklyn, New York e che ha già raggiunto quota 100mila progetti finanziati), con l'ambizioso obiettivo di raccogliere tra il pubblico 100mila dollari per un prodotto che potrà essere proposto al mercato con un prezzo oscillante tra i 40 e gli 80mila euro a seconda delle versioni.

Il progetto è stato presentato il 1° marzo nella sede di Unindustria Pordenone da Filippo Bradaschia e Omar Cauz, fondatori di PrimaLuceLab e da Paolo Cattapan, amministratore delegato e mentor dell’azienda.

Per Cattapan PrimaLuceLab questa è l'occasione per fare il salto di qualità. "Ci sono diverse modalità per finanziare una nuova linea di prodotti - ha detto Cattapan nel commentare la forma di raccolta fondi prescelta - ma c’è chi suggerisce che i denari migliori per fare innovazione sono quelli dei clienti. Non è facile però vendere un prodotto del genere sulla carta. Di qui l’idea di provare la strada della colletta: vogliamo capire se una piccola azienda, in questo caso pordenonese e italiana, riesce a conquistare la visibilità che a nostro avviso merita sia in Europa sia nel Mondo con il sostegno di chi crede in questa modalità di raccolta di finanziamenti".

Per il direttore di Unindustria Pordenone, Paolo Candotti, "una giovane azienda che opera in una super-nicchia e sta affacciandosi a un mercato mondiale grazie a tecnologie nate e affermatesi a Pordenone, è un esempio estremamente positivo che può servire da stimolo a molte altre realtà che non hanno timore nell’affrontare il mercato globale".

La campagna dura un mese e prevede com'è d'uso dei "premi" per i sottoscrittori: cappellini, libri di astronomia, giubbotti e - per i più generosi - binocoli e telescopi.

La pagina di Kickstarter

Il sito di PrimaLuceLab

Verso il conosciuto... e oltre: al via la X edizione di Imparare Sperimentando

Verso il conosciuto... e oltre: al via la X edizione di Imparare Sperimentando

Pordenone - È stata inaugurata il 6 febbraio la X edizione di "Imparare Sperimentando", una mostra interattiva che presenta una vasta collezione di esperimenti di fisica e scienza mirati all'osservazione e all'esplorazione di tutti gli ambiti dei fenomeni naturali.

"Noi viviamo di scienza, e guai se la scienza non andasse avanti!": esordisce così il prof. Isidoro Sciarratta, ideatore e curatore "storico" della mostra pordenonese che, nel presentare l'evento, sottolinea l'importanza della scienza come "motore" sociale, economico e culturale dei giorni nostri.

Il titolo "Verso il conosciuto... e oltre" è la sintesi più appropriata per descrivere l'edizione di quest'anno.

Tra modelli e pezzi originali, saranno presenti l'acceleratore LHC del CERN di Ginevra, costruito con materiali superconduttori, la sonda Rosetta con il lander Philae, il satellite Gaia, protagonista dell'omonima missione che ha l'obiettivo di produrre una mappa tridimensionale della nostra Galassia.

In mostra anche un modello del Veicolo di Trasferimento Automatizzato ATV, il veicolo spaziale progettato dall'ESA (Agenzia Spaziale Europea) che, senza bisogno di equipaggio, fa da collegamento tra la Terra e la Stazione Spaziale Internazionale, portando in orbita materie prime necessarie all'equipaggio della Stazione e prelevandone i rifiuti.

Pezzo forte della mostra è Virgo, rivelatore unico nel suo genere, ideato dai laboratori INFN di Pisa: il principio di funzionamento è quello di uno specchio ma la sua peculiarità è quella di riflettere una sola lunghezza d'onda, quella per cui è stato costruito, con una precisione tale da misurare variazioni di distanza minori di un millesimo del diametro di un protone. Questo consentirebbe di rivelare le onde gravitazionali, fenomeno che ci permetterebbe di svelare aspetti ancora sconosciuti dell' Universo.

Una mostra per tutti, con la possibilità di toccare con mano, eseguire e capire gli esperimenti, come ha ricordato il Direttore del Consorzio Universitario di Pordenone, il quale ricorda "la luce negli occhi di mio figlio la prima volta che, a 7 anni, ha visto questa mostra. E io, da papà ma anche da tecnico, avevo lo stesso sguardo".

Presente alla mostra anche il responsabile tecnico dell'Università di Udine e Pordenone, Giovanni Ferrin, con il laboratorio NuMe, che illustrerà come le nuove tecnologie abbiano conseguenze sociali e culturali nella società attuale, con specifico riguardo al mondo dell'infanzia, degli anziani e dei diversamente abili:  la cosiddetta "robotica sociale", sorpassando il vecchio concetto delle due culture contrapposte, quella umanistica e quella scientifica, ha come obiettivo finale quello di "portare i ragazzi a mettere le mani sulle cose e a viverle come oggetti culturali", come dice lo stesso Ferrin.

Un viaggio nella storia della scienza è anche possibile grazie alla riproduzione del primo esperimento di Guglielmo Marconi (ad opera di Luigi De Biasi) sulla trasmissione e ricezione delle onde elettromagnetiche.

Il dott. Luca Cossettini, ricercatore in musicologia, svolgerà altre interessanti dimostrazioni sul tema.

"La storia della musica - dice Cossettini -  è strettamente legata alla storia della scienza. La musica, per la sua capacità di legare elementi ludici e situazioni emotive a conoscenze tecniche e scientifiche, riesce a stemperare le asperità del linguaggio scientifico ed avvicinare le persone portando teorie scientifiche di alto livello alla portata di tutti".

Outsider della mostra è Walter Zamuner, giovane imprenditore agricolo di San Quirino che, studiando, è riuscito a mettere in pratica, con successo, la coltivazione dello zafferano in Friuli.

"Coltivare zafferano - sottolinea il prof. Sciarratta - è ancora scienza, se fatto con metodo,  idee positive e spirito di innovazione".

Presente all'inaugurazione anche la dott.ssa Elisa Coassin, assessore alla cultura della provincia di Pordenone, oncologo pediatra e specializzanda in radioterapia, che ribadisce l'importanza del ruolo delle Istituzioni nella divulgazione scientifica.

"La ricerca - dice la Coassin - non è qualcosa di lontano dalla gente, che deve essere rinchiuso nei laboratori. La ricerca è fatta innanzitutto di persone e la gente deve sapere che può contare sulla ricerca e che questa si traduce in qualcosa di molto concreto".

Imparare Sperimentando rappresenta una iniziativa importante in questo senso, portando esempi reali della ricaduta della ricerca sulla società: la mano robotica, già presente in una passata edizione in una forma "primitiva", è quest'anno in mostra nella sua versione più evoluta, con sensori che hanno un livello di sensibilità in grado di tenere in mano e stringere con la giusta pressione, senza danneggiarlo,  un bicchiere di carta.

La mostra, ad ingresso gratuito, sarà aperta al pubblico a partire da domenica 7 febbraio e fino al 28 del mese, con i seguenti orari:

    dal lunedì al sabato 9:30-12:30
    martedì, venerdì 16:00-18:00
    sabato 15:00-18:00
    domenica 15:00-19:00

Il programma completo dell'evento, comprensivo delle conferenze tematiche tenute dai responsabili degli esperimenti, è consultabile sul sito: http://www.impararesperimentando.it/

 

Chi siamo

Direttore: Maurizio Pertegato
Capo redattore: Tiziana Melloni
Redazione di Trieste: Serenella Dorigo
Redazione di Udine: Fabiana Dallavalle

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