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Sab05252024

Last updateLun, 27 Feb 2017 8pm

Inaugurata al Teatro Verdi di Trieste la mostra di Damioli

 

Nel foyer del Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”, resterà in mostra fino al 15 maggio l’esposizione di Aldo Damioli, con dieci opere sul tema “Venezia New York” realizzate appositamente per questo appuntamento presentazione avvenuta con la cerimonia d’inaugurazione mercoledì 11 aprile.

Ad introdurci  nel percorso dell’esposizione  di Damioli ci siamo fatti guidare  dal professore Vidali, il quale ha dato una lettura critica ed interpretativa delle opere stesse e dell’autore.

Ci ha infatti detto: “Damioli è un autore che proviene da quell’area culturale dove concettualità e pittura sono stati i pilastri del dibattito contemporaneo, in quanto sintesi delle due correnti che l’hanno preceduta. Quella concettuale storicamente fondata sulle frange più estremistiche degli anni Sessanta e quella del ritorno alla matrice pittorica a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta.

In questo suo lavoro pluriennale, lo stile di Damioli si è caratterizzato con forza grazie all’adozione delle categorie dello spaesamento e dell’ironia, fino a parlare di paesaggi ibridati, che mescolala potenza dello stile alla realtà del paesaggio: non Venezia, non New York, ma un corpo misto che ingloba sia Venezia e sia New York.

Il potere di osservazione di quest’incredibile pittore di paesaggi sembra aggiungere ulteriori significati al puro dato iconografico. Egli vede come attraverso un microscopio, sente con l’aiuto di un cornetto acustico e la sua memoria è simile a quella di un album fotografico che raccoglie, quanto si è visto e sentito.

Da un punto di vista puramente narrativo, Damioli è avvicinabile al vedutismo veneto. Cioè a una pittura settecentesca che trova in Canaletto e Guardi i suoi cantori massimi. Infatti, in questi autori il chiaroscuro, il gioco istintivo di luce e ombra, il linearismo prospettico sono di fondamentale importanza, dato che nei loro quadri il mutare del cielo domina sovrano.

Le opere di Damioli agiscono con la consapevolezza di poter incidere dentro il luogo metaforico del linguaggio e proprio per questo infondere sostanza mitica al fluire fugace della vita contemporanea>>. Come sempre, in conclusione, il nostro sguardo e le nostre sensazioni ci fanno scegliere l’opera che ci risveglia emozioni e per questo ci piace.

L’evento, curato da Roberto Vidali, e presentato da Antonio Cattaruzza, è stato realizzato dall’Associazione Juliet.  Orario di visita: due ore prima di ogni spettacolo. Per ulteriori info: 040 6722223.

Serenella Dorigo


 

Klimt nel segno di Hoffman al museo Correr di Venezia

Non c’è stagione migliore della primavera per dedicare a Klimt, a un secolo dalla sua clamorosa partecipazione alla Biennale di Venezia nel 1910, la mostra dal titolo Klimt nel segno di Hoffmann e della Secessione,  una variegata rassegna della produzione artistica viennese dell’epoca e dei suoi svariati intrecci.

Non casuale la scelta della città lagunare per l’esposizione dedicata a Klimt fu, infatti, Venezia la meta del suo primo viaggio all’estero, che intraprese nel 1899, e dall’impressione che gli lasciarono i rivestimenti musivi della cosiddetta “basilica d’oro” veneziana e della basilica bizantina tardo-antica di San Vitale a Ravenna che trasse ispirazione per suo “periodo d’oro”. L’esposizione già presentata a Vienna offre a Venezia un nuovo taglio focalizzato sulla figura di Klimt e delle sue più fortunate relazioni professionali.

In questa mostra viene offerta la possibilità di conoscere il percorso giovanile di Klimt,  la genesi e l’evoluzione, in ambito architettonico e pittorico, dell’opera di Klimt e di quanti con lui diedero vita alla Secessione viennese, istanza di quel modernismo europeo che ebbe tra i suoi protagonisti di spicco personaggi come George Minne, Jan Toorop, Fernand Khnopff, Koloman Moser, e soprattutto l’amico di tante avventure intellettuali e progettuali, Josef Hoffmann.

Il tutto grazie ad un ciclo eccezionale di dipinti, a rari e preziosi disegni, mobili e raffinati gioielli, ma anche elaborate ricostruzioni e interessanti documenti storici.

La prima sezione è dedicata agli esordi della Secessione, di cui faceva parte anche il fratello di Klimt, Ernst, presente con le sue opere così come Franz Matsch. La seconda sezione è un’autentica messa in visione di una serie d'importanti apparati, tra cui foto, documenti e biografie.

Nella terza e quarta sezione vengono messi in luce due aspetti dell’arte secessionista: la figura e il paesaggio. Vi si trovano opere quali La Medusa di von Stuck e Lady davanti al camino di Klimt.

La sezione quinta e ottava mettono in evidenza la collaborazione con Josef Hoffmann, architetto e interior-designer, che Klimt conosce mentre a Vienna stavano sbocciando i primi germogli della Sacra Primavera, e di come  fossero capaci di condividere incarichi, clienti, amici. Ma viene valorizzata, soprattutto, la spasmodica tensione verso il Gesamtkunstwerk, l’opera d’arte totale, che nel Fregio di Beethoven (1901-1902) e nelle decorazioni di Palazzo Stoclet a Bruxelles ha trovato uno dei punti più alti della sua utopica realizzazione.

La mostra racconta, anche, la fertile liaison di Toorop, Stöhr, Khnopff,  Pionieri del Moderno, per i quali architettura, pittura e arti applicate si mescolarono fino a diventare arti tra loro inscindibili, dando vita a più di un movimento e più di uno stile, come dimostra la settima sezione: “Kurvilinear o Stilemi curvilinei. Tra simbolismo e secessione”.

Non dimentichiamo che accanto ai cicli già citati, nelle sale del Correr saranno riunite insieme la Giuditta I(1901) e l’opera Salomè, Giuditta II(1909), acquistata alla Biennale del 1910 per la Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro, presenti entrambe nella sesta sezione “Il trionfo dell’oro”.

Come dichiara il direttore della Fondazione Musei Civici di Venezia Gabriella Belli: «Un grande ritorno per un grande inizio della nostra Fondazione, che proprio nel progetto dedicato a Klimt vede non solo realizzarsi l’opportunità di una importante collaborazione internazionale, ma anche la restituzione “culturale” di una presenza, come quella di Klimt, che fu determinante per lo sviluppo delle arti in Italia nei primi due decenni del secolo scorso.

Inoltre a testimonianza di quanto fosse forte l’influenza di Klimt sulla cultura figurativa italiana dell’epoca, verranno esposti nelle sale di Ca’ Pesaro anche questo fino allotto luglio, come completamento e corredo della mostra al Correr, due grandi cicli decorativi che bene raccontano di questa visionaria affinità elettiva: Le mille e una notte di Vittorio Zecchin e La Primavera di Galileo Chini, di altrettanta straordinaria bellezza, concessa in prestito dalla Galleria Nazionale d’arte Moderna di Roma.

Serenella Dorigo

"Klimt nel segno di Hoffmann e della Secessione"
Dal 24 marzo all'8 luglio 2012
Museo Correr, piazza San Marco, Venezia.
Orari: tutti i giorni, dalle 10 alle 19.
Ingresso: intero 16 euro (assieme ai Musei Civici), ridotto 8 euro

Per ulteriori info:

www.correr.visitmuve.it

www.mostraklimt.it

T: per informazioni e prenotazioni 0419636808

 








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Crocifisso di Michelangelo al Museo Sartorio

Crocifisso di Michelangelo al Museo Sartorio

Al via da pochi giorni la mostra al museo Sartorio “Il Crocifisso ligneo di Michelangelo - Percorsi nell'arte”, che resterà aperta fino al 6 maggio.

Il progetto prende forma in un itinerario nell'arte sacra, che prevede la valorizzazione di alcune opere abitualmente esposte al Sartorio.  I visitatori potranno ammirare oltre al Crocifisso del Buonarroti, una selezione di opere legate al tema della “Passione”,da ilCrocifissodel 1922 dello scultore triestino Giovanni Mayer, un'opera in gesso in cui il corpo di Cristo è trattato secondo una modellazione nervosa ed espressiva, ai due marmi del tormentato scultore, Carlo Hollan, Cristo Redentore (E' compiuto) e Cristo in croce. Il primo marmo, del 1928, rappresenta il tronco del Cristo nel momento supremo della Passione, quando dal corpo esausto spira l'anima. Il secondo marmo, iniziato nel 1934, rimane invece incompiuto. Hollan vi lavora, fino alla morte, senza riuscire a completarlo. Per lui la raffigurazione del più sublime simbolo del sacrificio, ossia la Crocifissione, risulta inarrivabile.

Lungo il percorso si potranno ammirare la Crocifissione, tempera su tavola di Paolo Veneziano databile al 1355 e proveniente dall'antico Battistero di Pirano, e la Croce dipinta, una tempera su tavola di un pittore di formazione veneta proveniente dalla chiesa di Santo Stefano a Pirano. L'opera costituisce una delle rare testimonianze della stagione della pittura gotica della città istriana. Infine, il Cristo Dolente, scultura in legno, sino al 1940 conservata a Pirano e realizzata dallo sculture veneziano Francesco Terilli.

Il percorso espositivo, a cura Lorenza Resciniti e Michela Messina, con l'allestimento di Comunicarte, si sviluppa tra il Sotterraneo, la Gipsoteca e lo spazio espositivo ad essa adiacente, per concludersi nel salone del secondo piano, dove i visitatori possono ammirare il Crocifisso ligneo di Michelangelo.

Un’occasione anche per percorre le stanze dell’elegante villa borghese dell’Ottocento, divenuta “casa museo” nel 1947 grazie al lascito testamentario di Anna Segrè Sartorio. Inaugurato nel 2006 il museo Sartorio, conserva gliarredi, le opere d’arte e gli oggetti di uso quotidiano della famiglia. Il percorso espositivo che si snoda su tre piani: nei salotti, comunicanti tra loro, convivono gli stili Impero e Biedermeier, sino al revival storico, neorococò e neogotico e la rara collezione di 254 disegni di Giambattista Tiepolo.

Ricordiamo che parallelamente a Trieste, anche la città di Padova ha voluto celebrare l'artista rinascimentale con l'esposizione della “Madonna col bambino” a Palazzo Zuckermann. L'operazione, organizzata sempre dall'Associazione culturale Metamorfosi, è promossa dal Comune di Padova e dai Musei Civici grazie alla sponsorizzazione di AcegasAps.

La mostra sarà aperta al pubblico dal 5 aprile al 6 maggio 2012 con i seguenti orari: tutti i giorni dalle 10 alle 19 (chiuso il lunedì).

Serenella Dorigo

Civico Museo Sartorio 

Largo Papa Giovanni XXIII, 1 – Trieste

tel. +39 040 301479

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Per raggiungere il Museo Sartorio: autobus n. 30

 

 








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Capo redattore: Tiziana Melloni
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