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Last updateLun, 27 Feb 2017 8pm

Lupo slavo innamorato trova "Giulietta" dopo 1000 km di caccia

Lupo slavo innamorato trova

VERONA - Li ha fatti scoprire una nevicata d'aprile, con le tracce delle zampe ben visibili sul bianco, in una discesa verso le case alla ricerca di cibo: Slavc, lupo sloveno, e "Giulietta", lupa che potrebbe essere stata già presente in zona, si sono incontrati e "innamorati" in Lessinia, nel parco naturale della provincia veronese. Slavc è un lupo di 3-4 anni di un branco sloveno croato, che ha vagato per cinque mesi coprendo un migliaio di chilometri per trovare la sua compagna, proprio alle porte di Verona.

Dalle impronte e dalle osservazioni degli uomini del Parco della Lessinia - un'area di montagna, bosco e altopiano di 1.900 ettari istituito nel 1990 - si è cercato di ricostruire la vicenda. Così di Slavc si è scoperto tutto, perché è monitorato nell'ambito di un progetto scientifico. Ma di Giulietta nulla o poco si sa. Della sua presenza ci sono le tracce di alcune scorribande fatte per procurarsi del cibo.

Certo è però che sui Lessini il lupo non è una novità, perché fino a 130 anni fa era di casa. Di Giulietta esistono delle immagini ''rubate'' con delle fototrappole, e un video. Per la certezza sul fatto che sia una lupa si aspettano i risultati degli esami di Dna (pelo e feci) e di alcuni campioni di urina raccolti là dove è passata; proprio così, secondo i dettami di madre natura, ha attratto e sedotto il suo compagno errante.

Il monitoraggio di Slavc rientra nel progetto ''SloWolf''. Si sa che è nato nel branco sloveno-croato denominato Slavnik, dal nome della montagna nelle è maggiormente presente la sua specie, cime che gli hanno dato il nome e dove il 17 Luglio 2011 è stato catturato. In quell'occasione è stato catalogato ma soprattutto è stato equipaggiato con collare telemetrico Gps-Gsm da parte del gruppo di ricercatori della Facoltà di Biotecnologie dell'Università di Lubiana.

L'animale poi ha ripreso a vagare, a caccia di indipendenza e soprattutto di una compagna con cui accoppiarsi. Dai rilevamenti telemetrici risulta che sia arrivato fino a 9 chilometri da Trieste, scendendo attraverso il Carso assieme al branco. Quindi ha allargato il proprio raggio d'azione, lasciando gli altri esemplari ed agendo da solo, attraversando quattro nazioni alla ricerca di un suo territorio.

Ecco che nel dicembre 2011 Slavc attraversa gran parte dell'Austria; il 4 febbraio 2012 entrava nel territorio italiano, non lontano dalla zona di Cortina d'Ampezzo. Intorno alla meta' di febbraio si è trattenuto per un breve periodo sulle alture ad ovest di Belluno, nella zona dei Monti del Sole, per poi proseguire la strada verso sud: percorrendo 832 chilometri dal momento della sua partenza. Lasciate le Dolomiti, Slavc è sceso verso le zone piùurbanizzate andando verso sud; quindi è risalito di latitudine e intorno al 27 marzo e giunto nella zona dei monti Lessini quando gli addetti del Parco Naturale ne hanno dato notizia a Lubiana. Il 12 aprile scorso, le stesse guardie del Parco hanno scoperto che il lupo aveva deciso di fermare il suo peregrinare, notando la doppia serie di impronte: Slavc aveva trovato la sua Giulietta, facendosi scoprire poco sopra l'abitato di Bosco Chiesanuova.

Alberto Boccanegra (Ansa)








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Roiello di Pradamano, costituito tavolo tecnico

Roiello di Pradamano, costituito tavolo tecnico

UDINE - Un tavolo tecnico, di lavoro, si occuperà della situazione del roiello di Pradamano, corso d'acqua nato oltre otto secoli fa come derivazione della roggia di Palma, concesso nel 1171 da un diploma del Patriarca di Aquileia Uldarico II dei conti di Treffen, che autorizzava l’utilizzo in perpetuo dell'acqua che scorreva attraverso la Villa di Udine, realizzando un'opera molto utile per la gente della Villa di Pradamano, ma anche di Lovaria e di altre località; un'importanza tuttora attuale poiché un decreto ministeriale nel 1989 ha dichiarato questo bene (assieme alle rogge di Udine e di Palma), di interesse pubblico e pertanto vincolato e incluso nell'elenco dei beni sottoposti a tutela paesaggistica. Ma le sue condizioni sono tutt'altro che buone e anzi rischia un pericoloso abbandono.

Il tavolo è stato istituito a Udine, nella sede di rappresentanza della Regione, il 20 aprile 2012 in un incontro promosso dal Comitato (presidente Paolo Benedetti, vice Alberto Pertoldi e segretario Andrea Serena), assieme al presidente del Consiglio regionale Maurizio Franz con la vicepresidente Annamaria Menosso, ed ai rappresentanti del Consorzio di Bonifica Ledra Tagliamento (che ha in concessione le acque del demanio idrico regionale di questo territorio), al sindaco di Pradamano, Gabriele Pitassi, e all'assessore ambiente di Udine, Lorenzo Croattini, per i due Comuni nel cui territorio il roiello scorre.

Una promessa mantenuta, quella di Franz, che lo scorso ottobre aveva assicurato al Comitato - costituitosi proprio un anno fa con l'obiettivo di salvare il roiello dal progressivo degrado - il proprio interessamento per una soluzione complessiva che superasse in maniera definitiva gli interventi occasionali. Franz già nel 2001, come consigliere, aveva promosso in Finanziaria uno stanziamento specifico per il roiello, la cui situazione però è tuttora assai precaria.

E Franz ha ribadito: "L'obiettivo è di arrivare a definire interventi strutturali, ancorché modulati, ma con continuità. Va sviluppato un progetto d'insieme per valutare risorse, tempi e partecipazione dei vari soggetti coinvolti".

Coinvogimento auspicato anche dalla Menosso: "È necessario che tutti - Regione, Comuni e Consorzio, si facciano carico degli sforzi finanziari necessari, senza trascurare di verificare la possibilità di beneficiare anche di risorse comunitarie".

L'istituito tavolo, che vede partecipi i massimi vertici, o loro delegati, delle parti interessate – Regione Fvg, Comuni di Udine e Pradamano, Consorzio e Comitato -, si ritroverà operativamente già il prossimo 15 maggio nella sede municipale di Pradamano. Dovrà trovare le soluzioni più idonee per fare in modo di mantenere lo scorrimento dell'acqua del roiello nel suo alveo durante tutto l'anno per la portata di 50 litri d’acqua al secondo. Questo significherà ripristinare il suo scorrimento - dopo il tratto tra Beivars, San Gottardo e Udine ovest - tra Laipacco e Pradamano (in comune di Udine) e tra Pradamano, Lovaria  e Pavia di Udine (in comune di Pradamano) con opere di ordinaria e straordinaria manutenzione.

In parallelo, il Comitato continuerà a mantenere alta l'attenzione promuovendo iniziative di valorizzazione del roiello e del patrimonio ambientale e paesaggistico dei borghi e delle zone a esso adiacenti. Una valorizzazione e una salvaguardia - hanno specificato - che va intesa dal punto di vista giuridico, ambientale, sociale, economico, culturale e storico.

 








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Ciclisti in Fvg, in media un incidente al giorno

Ciclisti in Fvg, in media un incidente al giorno

In Friuli Venezia Giulia ogni giorno si verifica un incidente che vede coinvolta una bicicletta, uno ogni 3.137 abitanti tra i 6 e gli 85 anni. A rilevarlo è D.A.S, compagnia del gruppo Generali specializzata nella tutela legale, che ha analizzato una serie di dati relativi al periodo 2001-2010, in occasione del lancio di una nuova polizza che offre tutela anche a chi subisce danni in qualità di pedone, ciclista o trasportato su qualunque mezzo. Un incidente ogni 2 giorni (14 al mese) si verifica mediamente in provincia di Udine, mentre sono circa 10 al mese i sinistri della provincia di Pordenone. Nella provincia di Gorizia sono stati rilevati poco meno di 5 incidenti al mese, mentre quasi 1,5 incidenti si verificano in provincia di Trieste. A livello nazionale, una maggiore frequenza di incidenti con biciclette si è riscontrata soltanto in Emilia Romagna (1 incidente ogni 1.341 abitanti), Veneto (1 ogni 2.261 abitanti), Lombardia (1/2.410), Toscana (1/3.096 abitanti).
 
Rapportando gli ultimi dati disponibili sugli incidenti alla popolazione, D.A.S. ha rilevato che Gorizia, con un incidente ogni 2.339 abitanti, è la provincia del Friuli Venezia Giulia con la maggiore frequenza di sinistri e la ventesima in Italia. Distanziata di una sola posizione è Pordenone, con un incidente ogni 2.447 abitanti. Proseguendo l’analisi sulle altre province del Friuli Venezia Giulia si riscontra che a Udine (33esima in Italia) si è verificato un incidente ogni 2.919 abitanti, e uno ogni 12.750 abitanti a Trieste (76esima in Italia). Le tre province italiane con la più alta sinistrosità sono Rimini (1/904 abitanti), Ravenna (1/979) e Forli-Cesena (1/1.111).

Un dato confortante emerge dall’evoluzione degli incidenti nel periodo 2001-2010. Secondo le elaborazioni di D.A.S., in Friuli Venezia Giulia i sinistri che vedono coinvolta una bicicletta sono cresciuti solo del 5%. È andata meglio solo in Molise (-29%), Toscana (-5%) e Abruzzo (+4%). Le regioni in cui gli incidenti con biciclette sono cresciuti di più sono Basilicata (+100%), Campania (+93%) e Valle d’Aosta (+89%).
 
A livello provinciale, fanno sapere da D.A.S., Gorizia (-42%) ha registrato il calo maggiore di sinistri, dai 96 del 2001 ai 56 del 2010, la nona performance “più virtuosa” a livello nazionale. Si riducono dell’29%, dai 24 del 2001 ai 17 del 2010, gli incidenti censiti nella provincia di Trieste, mentre sono cresciuti dell’11%, da 106 a 118, i sinistri della provincia di Pordenone e ancora di più quelli della provincia di Udine (+43%), dai 120 del 2001 ai 171 del 2010. Le prime tre province italiane dove gli incidenti si sono ridotti maggiormente sono Nuoro (-80%), Crotone (-67%) e Firenze (-56%). Matera (+400%), Avellino (+200%) e Caserta (+195%) le province in cui i sinistri sono cresciuti di più.
 








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