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Gio07182024

Last updateLun, 27 Feb 2017 8pm

Il ciclone Libera! con Arearea per festeggiare la giornata mondiale della danza

Il ciclone Libera! con Arearea per festeggiare la giornata mondiale della danza

Domenica 28 aprile apre presso Lo Studio, in via Fabio di Maniago 15, a Udine: LIBERA!, evento ideato dalla compagnia Arearea per festeggiare la giornata internazionale della danza.

23 le performance in programma con la partecipazione di 94 artisti (professionisti, amatori, allievi di scuole di formazione) che si avvicenderanno sul palco in rapida successione e con un solo limite, quello dei 5 minuti. La danza sarà festeggiata in totale libertà e sarà dato spazio ad una molteplicità di generi: danza contemporanea, moderna, flamenco, teatro danza, danza africana e altro ancora!

LIBERA! giunge alla sua terza edizione e quest’anno ospita anche partecipanti da fuori regione, segno di un interesse sempre maggiore verso questa kermesse che, oltre a voler onorare l’arte coreutica in modo gioioso, partecipativo e libero da ogni etichetta, si offre come punto di partenza per aprire riflessioni e azioni concrete per una nuova cultura della danza in regione.

La Giornata Internazionale della Danza si festeggia in tutto il mondo ogni 29 aprile; la compagnia Arearea si prende la libertà di aprire le danze domenica 28 per consentire una più numerosa partecipazione all’evento.

Lo Studio  apre alle 19.30 con aperitivo musicale, lo spettacolo inizia alle ore 21. Per informazioni: 0432 600424, www.arearea.it.

 

 

Giulio Mazzaro, in arte Gusto,scala le classifiche di Itunes Italia

Giulio Mazzaro, in arte Gusto,scala le classifiche di Itunes Italia

Il suo brano Dj Star, realizzato in collaborazione con il dj e produttore di fama internazionale Steve Forest, è il singolo della settimana sulla vetrina di ITunes Italia. L’udinese Gusto, alias Giulio Mazzaro, con il suo rap masticabile, aperto a mille influenze differenti, in pochi mesi ha iniziato a farsi conoscere al pubblico italiano e ora non ha nessuna intenzione di fermarsi. Ma non chiamatelo rapper, Gusto preferisce definirsi un musicista: non s’identifica con il rap, né con l’hip hop, che suonano troppo come etichette preconfezionate, mentre lui spazia tra i generi, non disdegnando il pop, ma collaborando anche a progetti, come quello di Steve Forest, che sconfinano nella dance e nell’elektro-urban. «Quella con Steve Forest è stata una collaborazione molto divertente – spiega Gusto – un’esperienza particolare, che mi ha portato a cantare su una base insolita, dance. E francamente non mi aspettavo tutta questa visibilità».

Classe 1977, udinese di nascita, Gusto si avvicina alla musica rap alla vecchia maniera: rubando e graffiando i vinili blues, soul, dance degli anni 70 di suo padre e iniziando a cantarci sopra. Attivo già dalla meta degli anni 90, cerca di evolvere la propria forma verbale, passando dall'hip hop più crudo a melodie e temi più "morbidi". Facendo tesoro delle sue esperienze e dopo anni di silenzio incontra Kappah, con la quale dà vita a “Bubble Gun”, disco che lo vede rimbalzare tra rap e pop con estrema facilità e che lui stesso definisce come "rap masticabile". Ad anticipare l'uscita del suo album e a farlo conoscere in tutt’Italia è la sua collaborazione nel disco “Pirati Urbani” (etichetta Jolly Roger) del dj internazionale Steve Forest, distribuito da Sony: una raccolta di dodici brani e due bonus track realizzati dal noto dj insieme ai nomi più noti del rap italiano, da J-Ax a Club Dogo, da Piotta a Mondo Marcio, fino ai Gemelli Diversi. Un disco tutto da ballare e una collaborazione che gli porta decisamente fortuna: Gusto prima scala a velocità record la classifica di ITunes Italia con il brano Packman Revolution, raggiungendo la top ten di ascolti nella sezione rap-hip hop, poi la scorsa settimana, sempre su I Tunes,  si mette in mostra con l’altro singolo realizzato con Steve Forest, Dj Star, che viene decretato “single of the week” sulla vetrina del più noto shop musicale online del mondo (si può ascoltare a questo link https://itunes.apple.com/it/album/dj-star-feat.-gusto-single/id615376964 o su youtube https://www.youtube.com/watch?v=gUnkwVQutAA&list=UUQVJiwtkReIPMdLrf5y5S1g&index=2). Racconta Gusto: «In Dj Star, come in Packman Revolution, ho inserito rime leggere, che potessero funzionare su basi così incalzanti, mentre il mio nuovo disco, “Bubble Gun” segue strade diverse. Ho fatto hip hop per molti anni, e questo mi ha fatto crescere, ma a un certo punto mi ha anche bloccato. Ho sentito la necessità di un distacco, alla ricerca di uno stile unico e non etichettabile. Mi piace pensare ai miei brani come canzoni – prosegue – che trattano argomenti di ogni genere, dall’amore alla vita di ogni giorno, fino alla riflessione sulla nostra società, fatta di troppe apparenze e poca sostanza. E i testi sono più morbidi rispetto agli stereotipi hip hop, che trovo troppo restrittivi e limitanti».

Ora che è il suo momento, Gusto non si ferma più: a maggio è già in programma l’uscita del suo terzo singolo, Yes Woman, prodotto da Steve Forest e Kappah e realizzato con la collaborazione di Joe Peltrini e Loop Loona. Assieme al singolo sarà realizzato anche un video. E’ in calendario per fine anno invece l’uscita del suo album da solista, Bubble Gun, su cui il musicista preferisce non anticipare troppo.

 

 

"Passaggi di Tempo", si festeggia la musica al Balducci di Zugliano

Sabato 2 febbraio si festeggerà il progetto "Passaggi di Tempo", che dopo trentaquattro repliche in Friuli ed in Veneto ritorna al Centro Balducci di Zugliano. Attori del progetto il Laboratorio Musicale Sperimentale (al secolo Nicola Tirelli alle tastiere e ai cori, Federico Zampa al basso e alla voce, Lucia Zazzaro al violino, Giacomo Salvadori alla batteria, Fulvio Sain alle chitarre e Francesco Tirelli alla voce, chitarra e percussioni) con numerosi ospiti d¹eccezione. Per far rivivere le emozioni della poesia di Fabrizio De Andrè e della musica rock italiana progressive anni '70 (Area, Banco, le Orme, PFM) al LMS si affiancheranno infatti Valentina Russo e Francesca Commisso (violini), Alessandra Commisso (viola), Kevin Venier (chitarra). Ad arricchire ulteriormente la serata gli interventi di Don Pierluigi Di Piazza e del filosofo/poeta Fabio Turchini. Una serata fortemente voluta dallo stesso Laboratorio Musicale Sperimentale (verrà registrato un cd live), in collaborazione con il Comune di Pozzuolo e lo stesso Centro Balducci.

 

La prima parte della serata sarà tutta dedicata all¹indimenticabile figura di Fabrizio De Andrè e consisterà nel riproporre le canzoni più significative del grande cantautore genovese sottolineandone i profondi messaggi di non violenza, di antimilitarismo, di accoglienza dell¹altro per puntare lo sguardo ai margini della società dove si annidano le più intricate vicende umane. Da Bocca di Rosa a Via del Campo, all'anima tormentata di Piero e dove, come diceva Faber, si riesce a ritrovare ancora quel poco di umanità, quella "goccia di splendore" che viene sempre più spesso a mancare nelle società contemporanee.

Saranno eseguite le canzoni arrangiate dalla Premiata Forneria Marconi insieme a nuovi arrangiamenti che il gruppo ha elaborato.

La seconda parte invece vedrà protagonista il rock progressivo italiano degli anni ¹70.

Momento culturale importantissimo che vede protagonista la nuova generazione del tempo, la quale attraverso un linguaggio musicale complesso ma gonfio di significati lanciava un forte messaggio al mondo. Gruppi come "Area", "Banco del mutuo soccorso", "Premiata Forneria Marconi" e "Le Orme" vengono studiati e rielaborati secondo i gusti personali del gruppo, senza però intaccare la struttura portante delle composizioni.

Romeo e Giulietta:la versione spiazzante di Binasco al Giovanni da Udine

Romeo e Giulietta:la versione spiazzante di Binasco al Giovanni da Udine

 Valerio Binasco, uno dei più apprezzati registi della nuova generazione, arriva al teatro Nuovo Giovanni da Udine dal 6 al 10 marzo, con lo spettacolo osannato dal pubblico e pluripremiato dalla critica che gli ha conferito il premio Ubu 2011 per la miglior regia, “Giulietta e Romeo” di William Shakespeare.

Porta con sé un cast di attori di primissimo livello,  Francesco Montanari (Romeo), attore reso celebre dal successo della serie televisiva Romanzo Criminale, Deniz Ozdogan (Giulietta), artista di Istanbul ma “friulana d’adozione”, Milvia Marigliano,  Andrea Di Casa , Francesco Formichetti, Massimiliano Frateschi, Simone Luglio, Antonio Zavatteri  e Filippo Dini (, premio Le Maschere del Teatro 2011,come migliore attore non protagonista), volendo per loro una scenografia (di Carlo De Marino)  che si apre sul retro palcoscenico a svelare la finzione teatrale.

L’atmosfera , con abiti anni ’50, realizzati da Sandra Cardini e musiche di Arturo Annecchino guarda ad "Amarcord" e a "Ginger e Fred" di Fellini. Nulla di medievale né di rinascimentale dunque, piuttosto la crudeltà, spesso involontaria ma ancor più spesso consapevole, di una certa provincia ricca e ignorante, piena di violenti imbecilli che urlano a squarcia gola la loro stupidità. "Non ci mettiamo a discutere qui: può passare gente. Qui abbiamo tutti gli occhi addosso", dice Benvolio. Tutti sanno ma è meglio non dire. E' nelle case, in famiglia che si consumano i peggiori crimini, suggerisce Binasco.

 A parte i due protagonisti, in qualche modo “salvati” dall’innamoramento, e dall’innamoramento convertiti al pacifismo, tutti gli altri personaggi si muovono minacciosi e vittoriosi verso il domani vuoto dell’umanità. Che è il nostro oggi, ahimè.

Così l’opera celebre, il testo d’amore più noto e commovente della drammaturgia universale, nella produzione del Teatro Eliseo in collaborazione con Compagnia Gank e Gloriababbi Teatro, guidata dalla sapiente regia di  Binasco,  usa il capolavoro di Shakespeare, per raccontare giorni di ordinaria follia, utilizzando pienamente anche  i personaggi secondari e il loro tono da commedia. 

Il provincialismo italiano, di cui Shakespeare sapeva nulla o poco, dilaga dopo secoli in scena e a guardare i poveri giovinastri Capuleti e Montecchi che si aggirano per Verona nel ‘niente da fare’ della provincia del nord,  mirabilmente tratteggiata, non riusciamo a non  pensarli quali antesignani illustri dei poveri baldi padani odierni.

Su tutto l'immensità della drammaturgia shakesperiana talmente viva e pulsante da restare intatta , anche nella  spiazzante  versione di Binasco che consegna ai suoi attori una recitazione tesa e rabbiosa dove vince la decisione registica di restituire, ancor più che le parole, l'insensatezza delle azioni umane.

Alla fine la mercificazione dell’amore, e la sua realizzazione scenografica sono la lettura che meglio restituisce l’amarezza di una tragedia annunciata. Molti gli applausi del pubblico tra cui va segnalata la presenza di tantissimi giovani.

 

Richard Galliano incanta il pubblico del Giovanni da Udine

Richard Galliano incanta il pubblico del Giovanni da Udine

Un recital, con protagonista la fisarmonica suonata da un’artista di assoluta grandezza: Richard Galliano incanta e seduce e il Teatro Nuovo Giovanni da Udine (teatro esaurito),  gli risponde con applausi scroscianti. Un successo annunciato quello di martedì 29 gennaio: l’artista nato a Cannes nel 1950 che ha elevato la fisarmonica al rango degli strumenti principi del jazz, rinnovando la tradizione popolare e folclorica francese rimodulata attraverso l’arte dell’improvvisazione, ha dedicato al pubblico udinese un concerto di due ore in cui ha eseguito brani propri, composizioni di Duke Ellington, Edith Piaf, Giuliette Greco, con la quale ha collaborato per anni, Satie, Piazzolla, amico e mentore, ma anche Lucio Dalla, commovente l’esecuzione di “Caruso” e Charles Trenet. “Que reste t’il de nos amours” brano di chiusura ha in realtà anticipato due magnifici  bis.

 Solo guardare Richard Galliano  mentre suona il suo accordéon è già di per sé un’esperienza indimenticabile. La sua fisarmonica, una “Victoria” da 13 chili che il musicista sostiene restando sempre in piedi, sembra un immenso polmone con il quale riesce ad esplorare un vasto ventaglio di generi musicali sempre rielaborati attraverso quella particolare espressività lirica che è la sua inconfondibile cifra stilistica. Galliano “swinga” e impone al suo strumento la stessa dignità riservata ad una tromba o ad un sassofono che sono gli strumenti guida della musica jazz. Il teatro si riempie di suoni e mentre il corpo dell’artista ondeggia con la fisarmonica che è un tutt’uno, l’orecchio del pubblico percepisce un’orchestra intera e ad un certo punto perfino il rumore del mare, ricreato da Galliano in un muto di note e soffio del mantice.

Il repertorio tradizionale composto di valzer musette, di java, di tango permette alla fisarmonica di liberarsi dalla sua immagine “agée” grazie ad un lavoro sul concetto ritmico del 3 tempi, cioè un'altra concezione del ritmo, un cambiamento nelle armonie. Un solista d’eccezione dunque dall’anima metà italiana, che traspare nella generosità con la quale affronta il palcoscenico e metà francese, presente nel malinconico timbro dello strumento e in un repertorio dove i grandi della tradizione sono riproposti in tutto il loro splendore.

Remo Anzovino torna "live" al Miela di Trieste

Remo Anzovino torna

“Concerto memorabile”è una definizione sempre più utilizzata nelle recensioni dei live in Italia, tanto da essere quasi inflazionata, ma mai come in questo caso c’è definizione più adatta per descrivere il concerto che il compositore e pianista Remo Anzovino ha tenuto lo scorso 17 novembre al Teatro Verdi di Pordenone, anteprima assoluta del “Viaggiatore Immobile Tour” che sta approdando nei principali teatri italiani e prossimamente farà tappa a Genova (14 marzo), Padova (15 marzo), Firenze (17 marzo), Napoli (20 marzo).

Remo Anzovino punta di diamante della musica made in Friuli Venezia Giulia, si conferma ad oggi come figura di riferimento della musica strumentale italiana, acclamato come compositore fra i più innovativi in circolazione. I suoi album: Dispari, Tabù, Igloo e il nuovo Viaggiatore Immobile, contenente l’intensa 9 ottobre 1963 (Suite for Vajont), rappresentano il naturale sbocco di un’artista che sin da giovanissimo ha lavorato nella musica per il cinema, teatro e pubblicità, ricevendo numerosissimi riconoscimenti. Le composizioni di Remo Anzovino sono caratterizzate da un linguaggio trasversale ed emozionale inconfondibile, un piano sublime tra musica classica, jazz e pop. La tournee tornerà in regione venerdì 17 maggio per un nuovo entusiasmante concerto che si terrà al Teatro Miela di Trieste.

 

Il concerto è stato seguito dalle telecamere della Rai Sede Regionale del Friuli Venezia Giulia che ne ha voluto documentare con grande qualità di produzione il valore e lo trasmetterà, per la regia televisiva di Piero Pieri, domenica 10 marzo 2013 alle ore 9,45 su Rai Tre (diffusione fvg) e mercoledì 13 marzo 2013 alle ore 21,10 su Rai Tre Bis (canale 103).

                           

Il compositore Remo Anzovinonel “memorabile concerto” in un Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Pordenone completamente esaurito ha presentato le composizioni del suo ultimo album “Viaggiatore Immobile”, considerato dalla critica nazionale un capolavoro di immaginazione e comunicazione, schizzato come gli altri tre album precedenti (Dispari, Tabù, Igloo) al numero 1 della classifica di iTunes e alcuni suoi grandi classici.

Uno spettacolo che oltre alla fantasia e l'incanto dei temi del musicista pordenonese, ormai un vero marchio stilistico, svela anche un grande performer live, capace di emozionare con un'esecuzione memorabile,  accompagnato da una band internazionale composta da Edodea Quintet agli archi, Sebastiano De Gennaro alle percussioni, Marco Anzovino alle chitarre acustiche e percussioni, Alberto Milani alla chitarra elettrica. Tre standing ovation tributate dal pubblico, l'ultima per il brano più atteso e sentito, nella sua prima esecuzione assoluta: 9 ottobre 1963 (Suite for Vajont) composto da Anzovino in memoria del disastro in cui persero 50 anni fa la vita 2000 persone, ed eseguito al pianoforte con l'accompagnamento delle 42 voci maschili del Coro Polifonico di Ruda diretto da Fabiana Noro.

Una musica ed un concerto dall'incredibile forza emotiva ed espressiva.

 

 

 

 

 

Ballet Revolucion al Rossetti: la danza travolge ed incanta il pubblico

Ballet Revolucion al Rossetti:  la danza travolge ed incanta il pubblico

Tecnica, bellezza, passione. Tre parole non bastano per raccontare il Ballet Revoluciòn, in scena al teatro Rossetti di Trieste dal 15 al 19 gennaio, perché si tratta di uno dei più sorprendenti spettacoli dell’ultima stagione: dal debutto nel 2011 in Australia, festeggiatissimo, al tour mondiale che ha toccato il West End di Londra,  nell’ambito della stagione del Sadler’s Wells, il più importante palcoscenico europeo della danza, e poi Vienna, Monaco, Francoforte, Berlino, i danzatori della compagnia cubana, non hanno fatto altro che mietere successi. Mentre l’Europa sonnecchia con le compagnie classiche dell’Est e si strugge con un contemporaneo spesso autoreferenziale e incomprensibile, ecco arrivare in teatro una vera ventata di novità.

Danza modern-jazz e afro fuse con tecnica russa, una cosa così bella non la si vedeva dai tempi di Alvin Ailey, coreografie gioiose, vitali, seducenti (Aaron Cash e Roclan Gonzales Chavez)che mescolano hip-hop, street-dance, folklore, danza cubana, tradizione spagnola e africana e ballerini selezionati  tra i migliori talenti della leggendaria Escuela Nacional Cubana de Arte, atletici, perfetti nel classico ma talmente versatili da potersi permettere, le donne di ballare come gli uomini, gli uomini di danzare con le stesse possibilità tecniche delle donne. Una vera chicca dunque che lascia il pubblico stupefatto. Due ore due di spettacolo, salti che sembrano partire dal nulla, gambe in “grand battement” alla massima estensione, giri, passi a due con eccellenti sospensioni e un assolo su “Purple rain”  di Prince da videoteca.

Poi la musica eseguita dal vivo dalla Ballet Revolucion Live, e una partitura che è un’inarrestabile concatenazione di hit, intervallate da poetici pezzi classici come il “Concerto di Aranjuez”. Infine un disegno luci prodigo di effetti e costumi disegnati da Jorge Gonzales. Il risultato è trascinante, a dir poco: Beyonce, Shakira, Jennifer Lopez, una Roxenne da brivido, Black Eyed Peas, e infine la chiusura con “She bangs” per esprimere ancora e al top la gioia e la bellezza della danza. Teatro Rossetti con urla da stadio e applausi prolungati e riconoscenti a Jesus Elias Almenares, Dannys Gonzales Medina, Juan Carlos Hernandez Osma, Ariel Himeliz Mejaca, Idania La Villa Palenzuela, Moises leon Noriega, Danilo Machado Meneses, Yuniet Menes Solìs, Yannier Oviedo Rivas, Yasser Pajares Rojas, Barbara Patterson Sàanchez, Dayron Pèerez Falero, Alejandro Perez Fernandez, Lianett Rodriguez Gonzales, yasset Roldan Garceriana, Odeymis, Torres Perez, Jenny Sosa martinez, Nadiezdha Valdes Carbonell.

"Tutta casa, letto e chiesa": Marina de Juli è allo Zanon a Udine

Tutta casa, letto e chiesadiFranca Rame e Dario Fo. Marina de Juli ritorna a Udine, con l’obiettivo di raccogliere fondi in favore dell’Andos. L’attrice e stretta collaboratrice del duo Fo-Rame, sarà all’auditorium Zanon, il 2 marzo alle 21.00,  con uno spettacolo composto da monologhi comico-grotteschi sulla condizione femminile e con la regia di Franca Rame. “La donna sola”, una donna che ha tutto all’interno della propria casa, vive secondo i canoni offerti dalla tv, ma non ha la cosa più importante, il rispetto da parte del marito e la fiducia in se stessa. Scopre una dirimpettaia che non aveva mai visto e le confida, in un narrare tragicomico, la sua vita. “Il risveglio”: un brano per ridere e per riflettere che porta alla ribalta tutto l’universo di sentimenti ed emozioni a lungo represse dalla donna d’oggi, risucchiata dallo stress della vita quotidiana e dai ritmi che il “sesso debole” è costretto a tenere, diviso tra casa e lavoro. La seconda parte dello spettacolo è dedicata all’argomento sesso. Se ne parla sia attraverso un’esilarante lezione di orgasmi sia con un’antica giullarata, piena d’umorismo, di poesia e con una morale, dal titolo: "La parpaya topola".

“Con bravura e ironia – sottolinea l’assessore alla Cultura Luigi Reitani – Marina De Juli, grande allieva di Dario Fo e Franca Rame, porta sulla scena uno dei loro capolavori contribuendo alle iniziative del Comune intorno alla giornata internazionale della donna”.
L’ingresso è a offerta libera e i fondi saranno devoluti alla sede di Udine dell'Andos (Associazione donne operate al seno). Per informazioni contattare il PuntoInforma, in via Savorgnana 12 (tel. 0432 414717 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.), aperto dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 18.30, o l’ufficio Cultura (tel. 0432 414716 – www.udinecultura.it).

 

L’evento si inserisce nell’ambito delle iniziative organizzate per l’8 marzo, Giornata internazionale della donna, dal Comune di Udine e in particolare dalla commissione Pari Opportunità. Allo spettacolo della De Juli seguiranno infatti incontri e dibattiti sulle tematiche di genere. Mercoledì 6 marzo alle 18 nella sala Corgnali della biblioteca civica “V. Joppi” si approfondirà il tema “La lingua femminile nella lessicografia italiana”. Il Centro Balducci di Zugliano, invece, ospiterà venerdì 8 marzo a partire dalle 10 il convegno “Donne che si incontrano”. Martedì 19 marzo alle 18 in sala Ajace la sociologa Marina Piazza terrà una conferenza sul tema “Tra lavoro e cura: per una nuova etica della cittadinanza”. Del calendario faranno parte anche un’esposizione fotografica di Gennaro Coretti, che sarà inaugurata nella galleria fotografica Tina Modotti, e la mostra collettiva di pittura, scultura e fotografia “Womann’s Day” dell’associazione culturale La Rinascita. Entrambe le esposizioni saranno inaugurate l’8 marzo.           

 

 

"La vita non è un film di Doris Day", con Somaglino, De Maglio, Mezzelani:il debutto a TeatrOrsaria di Premariacco

Presentato oggi, lunedì 10 dicembre, in una divertente conferenza stampa, presso la sede dell’Ert, La vita non è un film di Doris Day, il nuovo spettacolo teatrale di Claudio De Maglio, Claudio Mezzelani e Massimo Somaglino che debutterà il prossimo 15 dicembre a TeatrOrsaria di Premariacco, prima replica all’interno del cartellone promosso dall’Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia. Nel circuito ERTla pièce sarà anche domenica 16 dicembre al Nuovo Teatro Mons. Lavaroni di Artegna e martedì 18 dicembre al Teatro Verdi di Maniago, mentre mercoledì 19 dicembre sarà la stagione Akrópolis del Teatro Club Udine ad ospitare il testo di Mino Bellei all’interno della sezione Teatri a Km0, all’auditorium Zanon, alle 21.00.

Il trio ritornerà anche nel 2013, sempre per l’ERT, sabato 9 febbraio all’Auditorium Comunale di Lestizza, alle  20.45.

“Rispetto alla versione originale, hanno spiegato gli interpreti e registi dello spettacolo, (De Maglio, Mezzelani, Somaglino), abbiamo apportato alcune modifiche, attualizzazioni dovute ai mutati tempi che stiamo vivendo. Le nostre tre signore, parlano al cellulare, ragionano in euro e hanno qualche anno in più. “La vita non è un film di Doris Day” è una commedia amara, che parla della condizione degli anziani. Questa ripresa, a vent’anni dalla prima, segna un momento importante per noi che siamo  amici da trent’anni, ci stimiamo e ci vogliamo bene. Affrontiamo quest’avventura, che è una sfida vera e propria, con la consapevolezza che questa nuova esperienza insieme sarà straordinaria.”Mezzelani, De Maglio e Somaglino hanno poi ringraziato l’Ert e il Teatro Club. “Grazie alle date offerte da Ert e alla data udinese dataci da Teatro club, ha spiegato Massimo Somaglino,   siamo potuti partire autoproducendoci. 

Renato Manzoni, direttore dell’Ente Regionale Teatrale ha aggiunto: “crediamo profondamente nel fare circuitare le realtà del territorio.  L’Ert è promotore e si fa promotore, con i propri interlocutori, di fare girare questo spettacolo di professionisti, molto conosciuti a amati dal pubblico  con la speranza che poi la commedia verrà vista in quanti più teatri anche fuori regione.” Angela Felice direttore artistico del Teatro Club di Udine ha infine concluso:” siamo stati felici di sapere che questi nostri amici tornavano in scena con un testo che non avevamo dimenticato. So che non faranno una caricatura al femminile, rimarranno uomini, anche se lo spettacolo è “en travesti”. “Akropolis, (stagione teatrale di Teatro Club) si vanta di aprire il più possibile le proprie porte alle compagnie giovani ed alle realtà del territorio. Non avremmo mai potuto perderci quest’occasione.”

 

Ecco dunque a vent’anni esatti dalla prima messa in scena il Remake di un memorabile spettacolo en travesti anni ’90, i tre attori friulani, beniamini del pubblico regionale, indossano nuovamente i panni  delle  adorabili vecchiette, di Mino Bellei, messe al bando dagli altri ma ancora piene di vitalità e capacità di illusione. La protagoniste della commedia sono Angiolina (Claudio Mezzelani), che di cervello ne ha sempre avuto poco e vive ancora nella sua bolla di niente; Amalia (Claudio de Maglio), già attrice di successo e di fascino, ma ormai sull’orlo della nevrosi e del tracollo economico ed Augusta (Massimo Somaglino), dispotica, saccente, intransigente con gli altri e con se stessa, ricca sfondata e brutta da far paura, ma intelligente, arguta e di proverbiale tracotanza negli scontri con le amiche.

 

Le “ragazze” hanno fatto insieme l’asilo, le elementari, le medie, le superiori. Vedove,

madri di figli che non le vogliono vedere e che non telefonano, invise (o abbandonate) da parenti e

conoscenti, le amiche si vedono sì e no due volte l’anno, ma da dodici passano Natale e Santo

Stefano nella casetta di campagna di Amalia. Ed ecco che nell’ultimo Natale si osano dire cose che

per decenni non sono state dette …

Tra comicità leggera e un filo di malinconia,  un piccolo affresco agrodolce che affronta anche la

solitudine della vecchiaia, dimenticata nel gran circo distratto del mondo contemporaneo.

 

 

 

 

 

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