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Last updateLun, 27 Feb 2017 8pm

Dopo Mosca e Roma, a Trieste il docu-film sul mistero Pontecorvo.

Dopo Mosca e Roma, a Trieste il docu-film sul mistero Pontecorvo.

Trieste – La sfida contro il tempo è stata vinta. “Maksimovič. La storia di Bruno Pontecorvo” ideato da Giuseppe Mussardo - che insegna fisica teorica alla Sissa - è stato prodotto e girato secondo i tempi previsti.

Perciò è giunto puntuale all'incontro con il pubblico di Mosca dove è stato presentato in prima internazionale lo scorso 22 agosto, per celebrare il centesimo anniversario della nascita dello scienziato. L’evento ha ottenuto la copertura della Pravda, il quotidiano che è sempre stato sensibile alla figura del grande fisico italiano.

Quanto avevamo anticipato sulla figura di Bruno Pontecorvo, il fisico la cui vita ha oscillato tra la spy story e la fantapolitica, e il progetto cinematografico, (qui il collegamento con tutti i particolari)  ha valso al professore Giuseppe Mussardo il premio per l’Outreach 2013. Per la sua attività di divulgazione, il riconoscimento gli è stato consegnato lo scorso 23 settembre a Trieste in occasione del congresso annuale della Società Italiana di Fisica.

 “Maksimovič. La storia di Bruno Pontecorvo” sarà proposto al pubblico triestino sabato 2 novembre, alle ore 18.30 al Teatro Miela. L’ingresso è libero. La durata è di 60’.

Il docu-film, girato in parte a Trieste, è già stato apprezzato a Roma in un convegno aperto dal Presidente Giorgio Napolitano. Quindi a Pisa (la città da cui prende le mosse la vicenda), poi a Fiume nell’ambito della settimana della cultura italiana.

Il film è diretto da Diego Cenetiempo che esordisce come sceneggiatore per passare alla direzione di cortometraggi, documentari e video promozionali. Fra questi si possono ricordare: Italiani sbagliati. Storia e Storie dei rimasti, Abdus Salam. The Dream of Symmetry (2011) e Far Away Is Home. La Storia di Clely. Dal 2006 è membro del Centro Ricerche e Sperimentazioni cinematografiche e Audiovisive La Cappella Underground. Nel 2008 è socio fondatore della casa di produzione cinematografica Pilgrim Film.

L'idea originale e la sceneggiatura sono di Giuseppe Mussardo che si interessa anche di storia della scienza e della sua divulgazione. È autore di numerosi articoli sulla materia e relatore di conferenze pubbliche. Ha scritto la sceneggiatura di vari documentari: Boltzmann. The Genius of Disorder (2007), Chandra. Il viaggio di una stella (2009) e Abdus Salam. The Dream of Symmetry (2011).

Ricerche storiche: Luisa Bonolis. Fotografia: Daniele Trani. Musiche originali:Andrea Terrano. Interpreti: Adriano Giraldi nel ruolo di Bruno Pontecorvo, Maura Andreuzzi. Montaggio:Diego Cenetiempo. Voice over e sottotitoli: Sara Cecchet Woodcock. Fonico in presa diretta e montaggio del suono: Francesco Morosini, Lorenzo Piani. Registrazione voice over: Lorenzo Rutter (Collective Studio). Makeup: Maja Spacapan. Macchinista:Luca Luisa.

Sito web ufficiale: www.pilgrimfilm.it/pontecorvo.htm

[Roberto Calogiuri]

Al via il 19 ottobre il Festival del Cinema Latino Americano di Trieste

Al via il 19 ottobre il Festival del Cinema Latino Americano di Trieste

Trieste - È stata presentata nei giorni scorsi presso la sala rossa della Camera di Commercio di Trieste la 28esima edizione del Festival del Cinema Latino Americano di Trieste, che si terrà dal 19 al 27 ottobre 2013, ed è la più vasta rassegna in Europa sulla produzione cinematografica, video-televisiva del continente latino, promossa dall’APCLAI (Associazione per la Promozione della Cultura Latino Americana in Italia) e diretta da Rodrigo Diaz.

A dare il bentornato al Festival ci hanno pensato anzitutto le istituzioni, a partire dalla Presidente della Provincia di Trieste Maria Teresa Bassa Poropat che lo ha definito come «una manifestazione unica nello scenario italiano, un appuntamento atteso a livello nazionale e internazionale per qualità e quantità di eventi. Nonostante il difficile periodo congiunturale e la conseguente diminuzione di risorse, il festival propone un’agenda ricca di iniziative, tra le quali l’ampio panorama sulla storia del cinema cileno e una retrospettiva dedicata al regista, sceneggiatore, attore e poeta Luis Buñuel».

Anche il Sindaco di Trieste Roberto Cosolini ha salutato il Festival sottolineando di essere «particolarmente lieto di aver messo a disposizione una sede di grande prestigio dentro uno dei più significativi contenitori culturali della città, il Civico Museo d’Arte Moderna Pasquale Revoltella. Questa edizione – ha aggiunto il primo cittadino - coincide con il quarantesimo anniversario del golpe antidemocratico in Cile, che viene anche ricordato nel programma del Festival, coerentemente del resto con quella vocazione che la manifestazione ha, ad essere testimonianza del contributo che la cultura latino americana ha dato con opere e impegno civile alla lotta contro le dittature».

Il Presidente della Camera di Commercio di Trieste Antonio Paoletti ha aggiunto, infine, «come Trieste e l’America Latina siano due mondi geograficamente lontani ma vicini per comune sentire e per la presenza di legami culturali ed economici che negli anni hanno continuato ad alimentarsi, arricchendosi di nuove prospettive e nuovi orizzonti».

Tra le novità di quest’edizione ci sono sicuramente le location, in cui verranno proiettate le pellicole protagoniste del Festival. Sono, infatti, ben tre le sedi della kermesse latino americana: l’Auditorium del Museo Revoltella, il Teatro dei Fabbri e il Circolo Culturale Knulp.

Il Festival si contraddistingue, inoltre, per la quantità e la varietà delle sezioni. In particolare quest’anno troviamo: Concorso ufficiale, che vede in gara 11 pellicole di recente produzione provenienti dal subcontinente americano; Contemporanea Concorso, ricco contenitore di opere di formati diversi che rappresenta il cinema più recente dell’America Latina; Contemporanea Fuori Concorso; Il Cile di ieri e il Cile di oggi, con una ricca varietà di produzioni cilene del presente e del passato; Il Tango. L’identità di un Paese, dedicata al tango argentino, con la proiezione, alla Casa di Cultura di Crevatini (Slovenia), di sei pellicole legate a questa suggestiva danza; Salón España, con produzioni spagnole di vario genere, le sezioni speciali Scuole di Cinema, L'Università che produce cinema: il caso dell'UNAM (Messico) e Cooperando, quest’ultima in particolare vede opere provenienti dai festival dell’America Latina Oberà (la multiculturalità) e Florianópolis (l'Emigrazione). Vi sono, inoltre, sezioni trasversali come il Premio Malvinas, che tende a valorizzare, mediante il cinema, la sana convivenza internazionale, la tolleranza, il dialogo, il rispetto e l'osservanza del Diritto Internazionale, e il Premio Mundo Latino, assegnato dagli studenti del Collegio del Mondo Unito dell'Adriatico di Duino (TS) alla pellicola che meglio tratta una problematica storica dell’America Latina.

Tra gli eventi speciali di quest’anno, a quarant’anni dal colpo di stato del Cile, in cui morì Salvador Allende, troviamo proprio il film La última batalla de Salvador Allende di Patricio Henríquez, che verrà proiettato alla serata inaugurale il 19 ottobre alle ore 20.00 al Centro Internazionale di Fisica Teorica delle Nazioni Unite, alla presenza delle autorità. Gli eventi speciali, poi, vedono la proiezione della pellicola Hombre mirando al Sudeste di Eliseo Subiela, che preannuncia la retrospettiva dell’anno prossimo.

Il Festival, però, è fatto anche di retrospettive e approfondimenti, attraverso diverse rassegne che raccontano con lungometraggi, documentari, film d’animazione e cortometraggi la storia e la cultura del subcontinente americano. Tra le esclusive di quest’edizione c’è la retrospettiva “Buñuel senza tagli”, una rassegna di 11 film senza censura del maestro aragonés Luis Buñuel realizzati durante il suo esilio in Messico, che verranno proiettati al Teatro dei Fabbri. Un evento di richiamo per i veri cultori del cinema e non solo.

Quest’anno il Premio Salvador Allende, pensato per onorare i valori della cultura, dell'arte, della politica, intende mettere in risalto la sensibilità di artisti e umanisti nei confronti della condizione sociale esistente in America Latina e l'impegno, testimoniato dalle loro opere e dalle loro azioni, profuso nel riscattare la memoria e la storia dei popoli latinoamericani, verrà conferito a Donato di Santo, che, per anni attivo sui temi dell'America Latina, è stato Sottosegretario agli Esteri per quell'area geografica nel secondo governo Prodi e ora coordinatore delle Conferenze Italia-America Latina - Caraibi.

Tra gli ospiti di quest’edizione ci sarà la giornalista e scrittrice spagnola Marina Murai che presenterà il suo romanzo Me llamo “nadie” nell’Aula Magnadella Scuola per Interpreti e Traduttori di via Filzi 14. Il libro, per le sue tematiche decisamente attuali, ha già ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali.

Il Festival, già dalle sue origini, si distingue per il suo duplice obiettivo di diffondere la cultura latino americana, soprattutto tra i giovani, e di intensificare il suo legame con il territorio. A testimonianza di ciò vi è la scelta di coinvolgere gli studenti nelle giurie che sceglieranno le pellicole vincitrici per ogni sezione. In particolare una decina sono quelli iscritti all’Università degli Studi di Trieste che comporranno la giuria del Concorso Ufficiale, una trentina quelli provenienti dai licei Petrarca, Nordio, Bachelet, Carduccie Dante, che andranno a costituire la giura del Premio Malvinas. Questo premio, legato alle vicende storiche della guerra de Las Malvinas (Faukland), tende a valorizzare, mediante il cinema, la sana convivenza internazionale, la tolleranza, il dialogo, il rispetto e l'osservanza del Diritto Internazionale. Per l’undicesimo anno consecutivo, poi, il Premio Mundo Latino, vede coinvolto il Collegio del Mondo Unito dell'Adriatico, con ben dodici studenti che si occuperanno di valutare i film in gara.

L’accesso al Festival potrà avvenire tramite la tessera associativa APCLAI, dal costo di 12,00 euro per gli adulti e 5,00 euro per gli studenti. La tessera permetterà l’accesso a tutte le proiezioni al Museo Revoltella e al Circolo Culturale Knulp e il biglietto ridotto per le proiezioni della retrospettiva “Buñuel senza tagli” al Teatro dei Fabbri.

Il Festival è realizzato con il contributo della Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia, della Provincia di Trieste, del Comune di Trieste e della Camera di Commercio di Trieste, con il patrocinio dell’Istituto Italo-Latino Americano, dell'Istituto Italo-Latino Americano e dell’Università degli Studi di Trieste.

www.cinelatinotrieste.org

 

Le Giornate del Cinema Muto chiudono con i film dei due grandi comici Buster Keaton e Harold Lloyd

Le Giornate del Cinema Muto chiudono con i film dei due grandi comici Buster Keaton e Harold Lloyd

Pordenone - La 32.ma edizione delle Giornate del Cinema Muto di Pordenone si chiude con due grandi comici, tra i più amati dal pubblico, Buster Keaton e Harold Lloyd. Nella serata finale, domani sabato 12 ottobre alle 20.30 al Teatro Comunale Giuseppe Verdi, di Keaton si vedrà The Blacksmith (1921/1922) che viene presentato in anteprima assoluta a Pordenone in una nuova versione che contiene due scene in più – una delle quali soppressa all’epoca perché ritenuta osé – rispetto alla versione finora conosciuta. La scoperta è stata fatta dall’argentino Fernando Peña, già celebre per aver riscoperto la versione completa di Metropolis. Keaton aveva girato alcune scene del film alla ragguardevole distanza di dieci mesi l’una dall’altra probabilmente perché non soddisfatto del tutto della prima riuscita. La differenza tra le due versioni oggi conosciute è rimarcata dal fatto che si vedono chiaramente delle trasformazioni del paesaggio urbano perché all’epoca a Hollywood c’era una vera e propria febbre edilizia. Con questa anteprima di particolare interesse per i cinefili, che segue quella di Too Much Johnson di Orson Welles, le Giornate suggellano degnamente un’edizione destinata a essere ricordata a lungo.

A seguire, grande spettacolo con The Freshman (Viva lo sport!), 1925, di Sam Taylor e Fred Newmeyer con Harold Lloyd accompagnato dall’orchestra.

“Un ragazzo, ossessionato dall’idea di diventare lo studente più popolare del suo collegio, fa ogni sforzo per riuscirci ma sbaglia tutto”, così lo stesso Lloyd riassumeva sinteticamente la trama del film. La proiezione ha un accompagnamento musicale su partitura originale di Carl Davis – quella di Pordenone è un’anteprima internazionale – che dirige la FVG Mitteleuropa Orchestra. “Lo spirito della partitura è quello della marcia, non militare ma patriottica che si collega al desiderio di Lloyd di diventare campione di football. La musica si ispira agli anni Venti – spiega Carl Davis – un valzer romantico, motivi allegri e ottimisti, ma soprattutto blues e jazz.”

Per rispondere alle numerose richieste del pubblico per The Freshman è prevista una replica domenica 13 ottobre alle 15.30, sempre al Teatro Verdi di Pordenone. Prevendita aperta alla cassa delle Giornate nel foyer del teatro. L’evento è realizzato con il sostegno della Banca Popolare FriulAdria.

Le proiezioni pomeridiane prevedono l’unica versione degli anni Dieci di I promessi sposi, 1913, una produzione della torinese Ambrosio per la regia di Eleuterio Rodolfi e con Gigetta Morano nel ruolo di Lucia alle ore 14.30. Il capolavoro di Oleksandr Dovzhenko Arsenaldel 1929 alle ore 16, e a conclusione della rassegna dedicata a Anny Ondra, Lucerna, del 1925, con la regia di Karel Lamac alle ore 17.45

 

Immagine tratta da "The Blacksmith".

 

 

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