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Sab05252024

Last updateLun, 27 Feb 2017 8pm

Torna a casa Elisabetta Carotta, testimone dell'omicidio Giraldi

Trieste - Nella notte tra il 16 e il 17 febbraio si è ripresentata a casa Elisabetta Carotta, la donna di 46 anni, coinvolta come testimone nel caso dell'omicidio Giraldi, scomparsa dallo scorso 25 gennaio.  
 
L'appello per ritrovare Elisabetta si era diffuso non solo sui social network, ma anche in televisione, con la trasmissione "Chi l'ha visto?" condotta da Federica Sciarelli. Il ritorno è stato volontario e, sembra, anche la fuga e il silenzio.
 
La vicenda legata all'omicidio del tassista Bruno Giraldi risale al 2003. Nell'occasione il colpevole dell'omicidio, Fabio Buosi, era stato reperito e arrestato proprio a casa della Carotta, che in seguito era stata destinataria anche di minacce di morte.
 
Ora, dopo questi nuovi fatti, sulla vicenda nascono nuovi interrogativi.
 
 

Elisabetta Carotta scomparsa da Trieste dal 25 gennaio. Il caso a “Chi l’ha visto?”

Elisabetta Carotta scomparsa da Trieste dal 25 gennaio. Il caso a “Chi l’ha visto?”

Trieste - È stato diffuso sulla Rai alla puntata di "Chi l'ha visto?” del 15 febbraio il caso della scomparsa di Elisabetta Carotta, di Trieste, 46 anni, uscita di casa per andare al lavoro il 25 gennaio scorso e mai arrivata a destinazione.

L’ultima presenza era stata nella zona di San Sabba, nel periferico quartiere di Valmaura a Trieste.

La donna, che indossava un giubbotto nero e un paio di jeans, porta gli occhiali da vista. Il suo cellulare è irraggiungibile.

Elisabetta ha i capelli castani e gli occhi azzurri. È alta 1m e 60. Il segno particolare è un tatuaggio a forma di libellula sul polso.

Qui la scheda di “Chi l’ha visto?”

Sesso:F
Età:46 (al momento della scomparsa)
Corporatura:normale
Statura:160
Occhi:azzurri
Capelli:castani
Abbigliamento:giubbotto nero e jeans. Porta occhiali da vista
Segni particolari:tatuaggio a forma di libellula sul polso
Scomparso da:Trieste (zona San Sabba)
Data della scomparsa:25/01/2017
Data pubblicazione:15/02/2017

La Bora fa cadere tettoia di eternit sulla spiaggia, chiuso storico bagno Lanterna di Trieste

La Bora fa cadere tettoia di eternit sulla spiaggia, chiuso storico bagno Lanterna di Trieste

Trieste - Resterà chiuso per tre mesi, a causa di un problema causato dalla Bora che soffia in questi giorni, lo storico bagno "Alla Lanterna" di Trieste, meglio noto come "Pedocin", famoso per la sua rigida divisione in sezioni maschile e femminile.

Il forte vento ha infatti provocato il distacco di una parte di una copertura in eternit di un vicino edificio, di proprietà dell'Autorità Portuale.

Il frammento è caduto sulla spiaggia del bagno comunale, rendendo necessario un intervento di emergenza, vista la pericolosità del materiale che lo compone.

Agli uffici tecnici del Comune di Trieste non è rimasto altro che disporre la chiusura dello stabilimento, per ovvi motivi di sicurezza e per la tutela della salute delle persone che accedono alla struttura, con molti fedelissimi anche durante la stagione invernale.

La riapertura sarà condizionata dal parere dell'Azienda Sanitaria triestina, che giungerà al termine dei lavori di rimozione e bonifica che dovranno essere svolti dall'Autorità Portuale, e che - ha anticipato il Comune - dureranno fino al prossimo mese di aprile.

I lavori interessano soprattutto l'area maschile del Pedocin, e consistono soprattutto nella la ricerca e l'eliminazione dell'amianto dalla ghiaia che ricopre la spiaggia.

Vista l'insistenza della Bora, il Comune ha inoltre disposto anche la chiusura di tutti i giardini, per il rischio di caduta di rami o alberi.

Chi siamo

Direttore: Maurizio Pertegato
Capo redattore: Tiziana Melloni
Redazione di Trieste: Serenella Dorigo
Redazione di Udine: Fabiana Dallavalle

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