Nel segno del pacifismo un cineforum sulla Prima guerra mondiale
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- Categoria: Cinema
- Pubblicato Domenica, 19 Gennaio 2014 17:22
- Scritto da Redazione ilfriuliveneziagiulia
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TRIESTE - Continuano le celebrazioni cinematografiche dell'anniversario della Prima guerra mondiale a cura del Cineforuma dell'Associazione culturale “Tina Modotti”.
Il 22 Gennaio, alle ore 20.30, in Via Ponziana, 14 (1° piano) a Trieste, sarà proiettato il film di Francesco Rosi, “Uomini contro” (1970, 97’).
Storie di vita di trincea, il film – liberamente ispirato al libro di Emilio Lussu “Un anno sull’altipiano”- è uno spaccato della Prima guerra mondiale nel territorio dell’altopiano di Asiago. Diversi i punti di vista: quello del generale, del sottotenente, del maggiore e dei soldati che devono eseguire gli ordini, spesso estremamente duri e ingiusti. La decimazione, in particolare, si rivela una pratica spaventosa, applicata soprattutto nell’esercito italiano. Forte il linguaggio e aspra la critica contro tutte le guerre. Con Alain Cuny e Gian Maria Volonté
Il ciclo “La Prima guerra mondiale” proseguirà, in data da definirsi, con:
Lewis Milestone, “All’ovest niente di nuovo” (1930, 128’)
Mario Monicelli, “La grande guerra” (1959, 130’)
Joseph Losey, “Per il re e per la patria” (1964, 83’)
Per il terzo incontro con il ciclo "Le utopie tra '800 e '900", il 29 gennaio, alle ore 20.30 sarà proiettato “La Cecilia. Una comune anarchica in Brasile nel 1890” (1975, 123’) di Jean-Louis Comolli.
Alla fine del XIX secolo, degli anarchici italiani emigrano nel sud del Brasile per fondarvi una comunità senza capi né gerarchie. Mentre la 'comune' incontra subito alcuni ostacoli, uno dei fondatori, l’anarchico pisano Rossi, parte per l'Italia, dove il suo esperimento è stato criticato, per un giro di conferenze. Caduto l'Imperatore, il nuovo governo revoca la concessione di territorio di Cecilia, per cui alcuni membri della ‘comune’ sono costretti a lavorare nelle cave di pietra dello Stato. Rossi torna dall'Italia e subito nascono nuovi problemi, creati soprattutto dall'attaccamento dei contadini alla famiglia e alla proprietà: non volendo rinunciarvi, alcuni di loro, una mattina, abbandonano Cecilia. E’ un film raro e commovente, sulla forza generosa delle idee e sulla difficoltà delle realizzazioni. Con Maria Carta e Vittorio Mezzogiorno
Per informazioni: sms al n° 334 7037783 o e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.