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Last updateLun, 27 Feb 2017 8pm

L'alta tensione e il dramma del Male in "Sicario" di Denis Villeneuve

L'alta tensione e il dramma del Male in

Udine - Dal confine USA-Messico a quello italo-sloveno: chissà se il regista Denis Villeneuve sarebbe interessato spostarsi da queste parti, dopo il suo ultimo film "Sicario", ambientato proprio laggiù. Sicuramente quì la vita è più tranquilla.

Dopo il ritrovamento di un numero spropositato di cadaveri in Arizona, l'agente del FBI Kate Macy (interpretata da Emily Blunt, foto) si aggrega a una squadra speciale per andare a colpire i responsabili di quell'orrore: un importante boss dei cartelli messicani della droga.

Solo che gli agenti che la donna troverà non sono per nulla ligi alla legge, tra cui il tenebroso Alejandro (Benicio Del Toro), bensì mine vanganti che ragionano e si comportano come i narcotrafficanti. Solo che loro stanno dalla parte dei "buoni", o almeno così dovrebbe essere.

Quando però la squadra americana fa la sua comparsa in Messico, Kate scopre di essere dentro un'altra missione: violenza punita con la violenza, senza distinzione tra civili e criminali. Le sue reazioni la fanno sembrare un boyscout in mezzo alla guerra, e di questa si tratta. Senza badare troppo ai protocolli.

Uscito nelle sale italiane, tra cui il cinema Centrale di Udine, da qualche giorno, questo film presentato all'ultimo Festival di Cannes è in linea con la filmografia del suo regista: fortemente politico, estremamente psicologico, secco di messaggi salvifici. E soprattutto privo di buonismo.

Dopo una storia che si perde nei meandri del tormento psicologico, infatti, non c'è personaggio che riesce a salvarsi: né fisicamente né moralmente, tutti destinati a perdere qualcosa nel torbido conflitto tra Bene e Male.

Alimentato, paradossalmente, dagli stessi che dovrebbero garantire la giustizia, preferendo però una relativa "tranquillità" chiamata comunque crimine. E il film di Villeneuve lo denuncia con audace realismo, ma non conclude un qualcosa di apparentemente grande ma cavo in sostanza.

Emily Blunt, da dura del FBI, diventa una ragazzina terrorizzata: lo specchio di uno scenario che getta una luce diversa sullo Stato giusto e controllore. Ma alla fine sparisce dal film, il suo personaggio viene sempre più risucchiato dagli eventi troppo grandi per chi non condivide la legge del pugno di ferro.

Del Toro sembrava un nome che posto in un ruolo oscillante tra giusto e sbagliato potesse riservare grandi sorprese, invece rimane incompiuto fino alla fine. La forte componente psicologica scade in un nulla di fatto, che lascia un buco non da poco. Grande quasi quanto il vuoto che separa il mondo "civile" da quella terra di nessuno tra Stati Uniti e Messico.

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Direttore: Maurizio Pertegato
Capo redattore: Tiziana Melloni
Redazione di Trieste: Serenella Dorigo
Redazione di Udine: Fabiana Dallavalle

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