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Gio06202024

Last updateLun, 27 Feb 2017 8pm

Far East: "la cultura è la chiave d’accesso al mondo".

Far East:

Teatro gremito, il clima che si respira è internazionale. Non siamo sulla Croisette ma alla serata di inaugurazione di far East Film Festival numero 14 e l’emozione corre veloce. Il passo è quello dell’Oriente cinematografico e dell’unico festival italiano dedicato tutto, al cinema asiatico. Sul palcoscenico è Sabrina Baracetti, presidente CEC che con Thomas Bertacche è l’ ideatrice del festival , ad aprire ufficialmente la serata senza mancare prima il ricordo di un amico e fondamentale collaboratore, Francesco Novello, scomparso quest’anno, a cui viene dedicato un trailer nel segno del festival, rosso passione  pieno di facce di amici e compagni di lavoro.

“La cultura non è un optional, non è uno svago, ma una chiave d’accesso al mondo, spiega Baracetti. Non è un lusso ma un diritto e la crisi si combatte investendo nella cultura”. Niente di più vero aggiungiamo. Consumare cinema, parole, immagini d’arte è l’unico messaggio sensato di questi tempi. Sono gli unici beni, rimasti sul pianeta che non producono rifiuti,  non si ammassano negli armadi, tengono in movimento cuore e cervello e muovono l’economia sensatamente.

E Far East, va detto, ha fatto bene in questi quattordici anni. Ha raccontato ad Udine l’Oriente quando ancora non era “cool” ma soprattutto ha fatto autenticamente cultura portandoci a casa un mondo che attraverso il cinema ci spiega che la l’East non è affatto far.

I mille duecento del Giovanni da Udine, totalmente  trasformato nel look per la nove giorni cinematografica, rispondono alle parole del presidente CEC con un applauso fragoroso. In platea c’è anche Jonnie To, accolto da un’ovazione. “Un amico del Festival che è tornato a salutarci”, dice Baracetti. Il regista, membro della giuria del festival del cinema di Cannes, si alza, saluta, ringrazia. Forse non ha dimenticato che il Feff ha contribuito significativamente alla sua  rapida ascesa.

Dalla barcaccia del Nuovo intanto, due noti cinefili, Tatti Sanguinetti e Giorgio Placereani, chiacchierano di cinema. La prima domanda del duo è per il sindaco di Udine, Furio Honsell, e per Tarcisio Mizzau, presidente della Fondazione del Teatro Nuovo. Non si fa cogliere impreparato il professor Honsell, che da il benvenuto agli ospiti asiatici in mandarino e cita tra i suoi film preferiti “Here comes the bride”, film ironico che mette d’accordo mente e corpo. Più tradizionale Mizzau. Il suo film preferito è “La strada” di Fellini. Mentre i Sanguinetti e Placereani ricordano alla platea che i festival nascono per compiacere la politica, e dunque, il Feff ha altra motivazione, è già tempo di assistere alla prima proiezione del festival. “Sunny”  commovente commedia corale,  sull’amicizia femminile: un’opera dove passato e presente si scambiano continuamente la pelle, tra nostalgia e sorrisi, musica e lacrime, vista in patria da più di sette milioni di spettatori.

Da ieri fino al 28 aprile, il pubblico potrà assistere, al Visionario e al Giovanni da Udine alla proiezione di ben 57 titoli (più 5 cortometraggi),  2 anteprime mondiali, 14 anteprime internazionali e 16 europee: il meglio delle produzioni di Cina, Hong Kong, Taiwan, Giappone, Corea del Sud, Thailandia, Malesia, Indonesia, Filippine e Singapore.


L’opening night ha  proseguito poi con la prima europea del giapponese Hard Romanticker: Cupo e crudele, il film racconta le avventure violente del giovane delinquente Gu, ispirato alla vera vita del regista (Gu Su-yeon).

 

Stasera toccherà al il regista giapponese Takeuchi Hideki, che alle 20.15 presenterà in prima mondiale il suo attesissimo peplum-fantasy Thermae Romae (uscirà nelle sale giapponesi il prossimo 28 aprile).Tratto da un noto manga, con vasto seguito anche in Italia, il film narra le gesta dell’architetto Lucius (il divo nipponico Abe Hiroshi, assolutamente perfetto per il ruolo!) che, dall’Antica Roma, si ritrova improvvisamente catapultato nel Giappone contemporaneo con tutte le conseguenze del caso.

 

Fabiana Dallavalle

 













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