Dal 18 maggio il Festival "èStoria"

Dal 18 maggio il Festival

La storia è la protagonista dell’VIII Festival internazionale che porterà a Gorizia da venerdì 18 a domenica 20 maggio 2012 storici e studiosi, scrittori e giornalisti, artisti e testimoni del passato, italiani e stranieri: tre giornate di incontri, dibattiti, interviste, presentazioni di novità editoriali, spettacoli, mostre, escursioni a bordo di èStoriabus.

Giunto alla sua ottava edizione, èStoria propone nuovamente un tema di ampio respiro, per guardare alla storia indagando l’uomo e il suo percorso dall’antichità ai nostri giorni. La scelta tematica per il 2012 sarà, infatti, "Profeti".

Imperi, Rivoluzioni, Eroi, Patrie, Orienti e Guerre hanno caratterizzato le passate edizioni del festival: la costante attenzione rivolta a soggetti e questioni che hanno percorso da protagonisti la ribalta della storia si focalizzerà ora sul rapporto tra l’individuo e il nuovo. La capacità di alcuni nostri predecessori di immaginare e progettare il futuro ha dato origine agli anelli di una catena che, l’uno dopo l’altro, si susseguono collegando passato e presente. Tuttavia, come comprendere con certezza quando un’idea è profetica e quando invece è solo utopia, o peggio, ideologia, delirio o megalomania? Che fare di tutti i profeti inascoltati, le Cassandre malviste dai loro contemporanei ma spesso, imprevedibilmente, riabilitate? Riuscire a distinguere il profeta dall’impostore richiede momenti di analisi e contributi di conoscitori esperti presentati, però, in maniera tale da diventare comprensibili a tutti, una visione da diverse prospettive ma su un piano coerente. Sono le metodologie che hanno consolidato il successo di èStoria e che continueranno a fungere da bussola anche in questa nuova edizione.

Già i versi di Omero e Virgilio popolavano l’antichità classica di figure guida: Pizie, Sibille, indovini, oracoli ineludibili, spesso oscuri e talvolta crudeli, in ogni caso specchio fedele del rapporto tra uomo e destino. Ogni grande evento era accompagnato da segnali, e saperli cogliere poteva, nella mentalità del tempo, segnare la differenza tra un successo duraturo e una gloria più effimera, la difformità tra Pericle e Alcibiade, Romolo e Tarquinio il Superbo.

Come altre religioni, anche il Cristianesimo ha nel profetismo una componente fondamentale che dalla tarda antichità si innesterà poi nel Medioevo, segnandolo fatalmente anche nella storiografia successiva come l’età delle superstizioni e delle attese apocalittiche, degli eretici alla ricerca di futuri alternativi a quelli proposti dall’ortodossia e delle crociate al grido di "Dio lo vuole!".

Tuttavia, sono profeti anche gli uomini in grado di immaginare un avvenire non previsto e annunciarlo alle loro epoche: sostenuti da secoli meno bui rispetto a quanto descritto, i pensatori dell’Umanesimo aprono maestosamente la strada alle teorie politiche e filosofiche, così come alle innovazioni economiche, alle scoperte geografiche e alle invenzioni tecnologiche.

Quasi sempre il nuovo che avanza è, se non apertamente osteggiato, quantomeno visto con sospetto dall’ordine costituito, generalmente pago di se stesso e del potere. Ma anche le teste dei re possono cadere, e i rivoluzionari francesi, ad esempio, divengono artefici di alcune profezie dell’Illuminismo, che essi stessi però tradiscono in parti significative. Perché, come la historia magistra insegna, il futuro si può immaginare e progettare ma mai controllare a lungo.

Una lezione dura da imparare per il positivismo ottocentesco e la sua convinzione di un inarrestabile progresso per l’uomo: certezze e assunti destinati a essere sconvolti dalla brutalità del successivo "secolo breve" con i suoi conflitti e totalitarismi, pur accompagnati da elementi di sviluppo altrettanto impensabili.

I nostri giorni ci sembrano più che mai privi di certezze a proposito del futuro, le previsioni più note lo sono generalmente per il loro fallimento: siamo ancora in grado di generare profeti e, quand’anche la risposta fosse positiva, di riconoscerli?

Tante domande accompagneranno anche questa nuova edizione di èStoria, sempre con l’obiettivo di garantire un dialogo attento e ricco di spunti.

Il programma di èStoria 2012 proporrà al pubblico una fitta serie di appuntamenti in varia forma: lectio magistralis, dibattiti a più voci, incontri con l'autore in forma d'intervista, presentazioni di libri.

A corollario del programma sono previsti spettacoli, concerti, mostre, proiezioni.

Riparte èStoriabus, per viaggiare nel tempo e nella storia.
Come avviene dall'edizione 2007, èStoria 2012 proporrà una specifica programmazione di uscite storico-turistiche a bordo di èStoriabus: guidato da uno storico di vaglia, in veste di cicerone d'eccezione, il gruppo di partecipanti a bordo del pullman visiterà località della regione Friuli Venezia Giulia di particolare rilevanza storica, lungo percorsi appositamente concepiti e afferenti a epoca storica diversa.

Colazione con la Storia, inaugurata dalla VI edizione del festival, viene riproposta anche quest'anno, per iniziare la giornata confrontandosi con lo strumento principe della nostra storia quotidiana: il giornale. Una lettura e un commento guidati da giornalisti e storici per approfondire criticamente le notizie di ciò che accade intorno a noi.













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